Arrestato in autostrada Deve scontare oltre 6 anni

La polstrada, venerdì scorso, ha sorpreso un ricercato a bordo di un’auto in A4 e lo ha portato in carcere. Sul capo di Sallaku Sokol, 38 anni, di nazionalità albanese e domiciliato a Chiaravallo, in provincia di Ancona, pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Perugia l’11 marzo.

Deve scontare 6 anni, 8 mesi e 11 giorni di reclusione per cumulo di pene, a seguito di sentenze di condanna per reati legati a stupefacenti e violenza commessi dal 2008 al 2016.

Sokol viaggiava a bordo di una Ford Kuga sul sedile del passeggero. L’auto stava procedendo nella carreggiata Est della A4, in direzione Trieste. A insospettire gli agenti della polstrada le manovre azzardate compiute dall’auto nel traffico particolarmente intenso (era il tardo pomeriggio di venerdì).

I poliziotti, dopo aver intercettato l’auto all’altezza dello svincolo A4di Portogruaro, sono riusciti a fermarla in sicurezza soltanto all’altezza dell’area di servizio di Fratta, proprio a causa della presenza della lunga fila di mezzi pesanti che percorreva la prima corsia dell’autostrada.

Al volante della Ford Kuga c’era un cittadino albanese di 45 anni, titolare di una ditta di lavorazioni edili e datore di lavoro di Sokol, ignaro della situazione.

La polizia ha precisato che il conducente non è risultato coinvolto nella vicenda giudiziaria, né poteva essere ritenuto imputabile di un’eventuale ipotesi di favoreggiamento, dato che il provvedimento di carcerazione, emesso solo il giorno precedente all’arresto, non era ancora stato notificato al diretto interessato.

La Questura ha sottolineato che grazie all’intervento tempestivo del personale della polstrada di San Donà di Piave e di Pordenone si è evitato che Sokol, diretto verso il confine di Stato, potesse lasciasse l’Italia.

Il cittadino albanese è stato portato nella Questura di Pordenone e identificato dagli operatori del gabinetto provinciale di polizia scientifica e quindi arrestato.

Il pubblico ministero di turno Monica Carraturo ha disposto la traduzione di Sokol alla casa circondariale di Pordenone, dove sconterà la pena inflittagli per i reati commessi. —

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