Area a rischio: no dell’aula a nuove case a Rivoli

TOLMEZZO. L’area dei Rivoli Bianchi resta nella zona idrogeologica a più alto rischio (P4): non vi si potrà costruire nulla. Questo almeno per il consiglio comunale che ha respinto con 10 voti contrari (Zearo, Riolino, Marcon, Martini, Pascolo, Sica, De Prato, Mazzolini Adelchi, Iob, Ioannone), 4 astenuti (D’Orlando, Mazzolini, Plazzotta, Nonino) e 6 favorevoli (Fasolino, Gallizia, Cuder, Bubisutti, Biscosi, Manfreda) la proposta del consigliere comunale Alfonso Fasolino di avviare uno studio per chiedere l’eventuale riperimetrazione dell’area.
Privati hanno chiesto all’Autorità di bacino di rivedere la pericolosità geologica dei Rivoli Bianchi. «Quella – ha detto l’assessore Valter Marcon, secondo cui la richiesta non sarà accolta – non potrà mai essere qualcosa di diverso da zona agricola, perché anche se abbassassero la pericolosità a P2 non potrebbero essere ammesse costruzioni residenziali, artigianali, commerciali».
Il dibattito riguarda la perimetrazione effettuata dal Piano di assetto idrogeologico (Pai) del bacino del Tagliamento sull’area dei Gravons dei Rivoli bianchi, classificata col più alto grado di rischio idrogeologico: in quella zona è sicuramente vietato costruire e svolgere molte attività.
L’area è in parte comunale e in parte di privati. Fasolino ha osservato che a valle di quell’area P4 ci sono insediamenti abitativi e produttivi e che non si può tracciare una linea di demarcazione P4 pensando che un eventuale movimento franoso si fermi davanti a essa risparmiando l’area a sud con insediamenti abitativi. Serve una verifica, perché se l’area non fosse pericolosa, sarebbe ingiustamente sottratta alla fruizione da parte dei privati. Per l’assessore Cristiana Gallizia la pericolosità non può essere tracciata col righello e se non è reale non è bene che una parte sia esclusa da attività abitative ed economiche.
Per l’assessore Mario Cuder, esperto di geologia, il territorio andrebbe riperimetrato, non essendo quell’area pericolosa. Marcon ha risposto che la linea con righello corrisponde alla bonifica svolta dagli anni ’70 su diverse proprietà e non è un caso. Inoltre nessun elemento, per lui, suggerirebbe la reale minore pericolosità dell’area e l’Autorità di bacino al massimo ridurrebbe la pericolosità a P2, escludendo comunque realtà residenziali, artigianali, commerciali. L’amministrazione comunale, ha spiegato, non vede un interesse pubblico prevalente in un simile studio e non ci sarebbero i fondi disponibili.
Marcon ha inoltre osservato che la parte più a valle del conoide dei Rivoli Bianchi è tuttora in movimento tant’è che non più tardi di due mesi fa la forestale ha provveduto a fare uno sghiaiamento importante a partire dall’intersezione tra Rivoli Bianchi e Pissebus.
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