L’Apu onora il suo storico tifoso con il battesimo della curva Roccia: striscioni e applausi al Carnera
La società bianconera ha intitolato il settore più caldo del palazzetto a Stefano Capitanio, l’ultras scomparso un anno fa. Al posto del seggiolino sul quale era solito sedersi è stata posizionata una targa ricordo

Più del semplice ricordo, un gesto che racchiude anni di tifo, trasferte ma anche tafferugli. Emozioni e appartenenza alla città di Udine, alle realtà sportive che l’hanno rappresentata e che continuano tuttora a farlo. Anche nel suo nome: Stefano Capitanio, per tutti “Roccia”.
A lui, così, l’Apu Udine in questi giorni ha voluto dedicare una parte di sé, concreta, sintetizzata in una targa commemorativa. A un anno dalla scomparsa di uno dei punti di riferimento del mondo ultrà – per il settore, forse, il più noto e, in parte, discusso –, il club bianconero ha scelto di rendergli omaggio intitolandogli la Curva Ovest del palasport Carnera Credifriuli. Il settore più caldo, cuore pulsante della passione per la Udine a spicchi, dal 4 marzo scorso si chiama Curva Stefano Capitanio.
L’esordio ufficiale della nuova denominazione è avvenuto domenica, giorno in cui si è disputato l’incontro fra Apu e Varese. Il risultato, sul campo, non ha premiato la formazione allenata dal coach Vertemati; sugli spalti, però, a vincere è stato il pubblico accorso per assistere al match. Applausi, commozione: in primis da parte dei componenti della tifoseria organizzata, i quali si sono resi portavoce della proposta. Un’idea nata perciò “dal basso”, ma elevatasi grazie all’affetto che ancora oggi lega Roccia all’universo cestistico cittadino.
Ma non finisce qui. Perché il seggiolino occupato da Capitanio, alla fila 1, posto 7, non sarà mai più messo in vendita. Rimarrà suo per sempre. In sostituzione del posto è stata quindi posta una targa commemorativa, affinché la presenza di Roccia continui simbolicamente ad accompagnare l’Apu in ogni partita, tra cori, applausi e passione. «Per il mondo della pallacanestro udinese – le parole spese dalla società sui propri canali di informazione –, Stefano è stato prima di tutto un volto amico, una presenza fedele, un cuore bianconero. Con l’intitolazione della Curva, l’Apu Udine e i suoi tifosi scelgono di custodirne la memoria nel luogo che più lo rappresenta».
Per l’occasione, il padre di Stefano Capitanio ha offerto in dono al presidente dell’Apu, Alessandro Pedone, un’immagine del figlio scomparso il 4 marzo del 2025. L’anniversario è stato ricordato anche dal pubblico presente a palazzo, s’è detto: nello specifico, gli ultrà hanno portato il loro contributo con un doppio striscione che recava incisa la scritta «Noi qui grazie a te, Roccia presente!».
Il gesto della società bianconera, senza dubbio sentito, è destinato comunque a fare discutere non fosse altro per le intemperanze – sfociate pure in alcuni provvedimenti dell’autorità giudiziaria – cui è andato incontro Capitanio nella sua lunga “carriera” da tifoso bianconero. Polemiche, al momento comunque teoriche a parte, il tributo riservato domenica a Roccia ha coinvolto un po’ tutti, ivi compresi i supporter giunti da Varese, ultrà gemellati con Udine. Amici di Capitanio: come tali, gli stessi varesini, mercoledì scorso, hanno preso parte al disvelamento della targa lui intitolata. Come tali, lo scorso anno, parteciparono al suo funerale insieme a componenti di altre tifoserie italiane.
Durante la telecronaca ufficiale della partita, gli stessi commentatori hanno speso alcuni minuti per illustrare le ragioni dell’iniziativa. Sui social dell’Apu, la notizia dell’intitolazione della curva locale a Capitanio è seconda, per interazioni, soltanto dopo quella della promozione del club friulano in A.
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