Appalti sospetti alla Radiologia primario e fratello dal giudice

UDINE. Turbativa d’asta, abuso d’atti d’ufficio, violazione di segreti d’ufficio e turbata libertà di scelta dei contraenti. Queste le ipotesi d’accusa formulate nei confronti di Daniele Gasparini, 63 anni, udinese, primario del reparto di Radiologia interventistica al Santa Maria della Misericordia, e del fratello Gaspare Gasparini, 52 anni, di San Vito al Tagliamento, agente di commercio per la fornitura di prodotti medico ospedalieri per le ditte Bard Spa, Acilia Hs Srl e Versan & Dafne Ms Srl.
Chiusa la fase delle indagini, il procedimento arriverà dinanzi al giudice per l’udienza preliminare Daniele Barnaba Faleschini il 9 luglio.
Per mesi la Procura di Udine ha passato al setaccio verbali, documenti supporti informatici e ogni elemento legato a gare sospette assegnate dalla Struttura operativa complessa approvvigionamenti e logistica dell’Azienda ospedaliero universitaria prima, e del Dipartimento servizi condivisi, poi. Due i punti in comune in una lunga serie di appalti per quasi 8 milioni di euro: l’assegnazione a una delle aziende di cui Gaspare Gasparini era agente, destinatario di una provvigione, e la presenza del fratello Daniele Gasparini nelle commissioni giudicatrici.
Ben sette le gare a trattativa privata nelle quali il primario, quale pubblico ufficiale nello svolgimento del suo incarico di componente della commissione giudicatrice, avrebbe omesso di astenersi in presenza di un interesse economico del fratello. Circostanza che avrebbe permesso di influire sull’assegnazione degli appalti, andati proprio alle aziende cui il fratello era legato da contratto di agenzia e sulle quali Gaspare Gasparini avrebbe poi conseguito un guadagno direttamente proporzionale all’ammontare della fornitura erogata dall’ente ospedaliero.
Va precisato che il mandato di Gaspare Gapaprini per diversi prodotti sarebbe stato ancorato a provvigioni del 10% o del 12% proprio per la Radiologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Udine.
Dalle indagini effettuate dalla Procura e, in particolare, dall’esame del computer sequestrato a Gaspare Gasparini, sarebbe emerso che quest’ultimo era in possesso di importanti informazioni sulla redazione del capitolato speciale d’appalto per l’indizione di una gara del Dsc relativa alla fornitura di attrezzature e medicinali destinati ai reparti di radiologia interventistica della Regione prima ancora che la gara avvenisse.
Secondo l’accusa, quindi, Daniele Gasparini avrebbe avvantaggiato il fratello, procurandogli notizie di ufficio che avrebbero dovuto rimanere segrete, avrebbe inoltre predisposto il bando di gara di modo da scegliere prodotti e forniture medico ospedaliere tali da favorire le medesime imprese e avrebbe privilegiato nella fase di votazione le imprese farmaceutiche sui era legato il fratello a scapito di quelle concorrenti.
Accuse che i due fratelli respingono. Dal canto suo, il legale di Daniele Gasparini, Luca Ponti, ha fatto sapere: «Al momento stiamo leggendo le carte, spiegheremo al giudice come non sussistano i reati contestati».
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