Anziana truffata in casa, i ladri scappano con i gioielli ma la polizia li stava pedinando: tre arresti

La donna, residente a Buja, era stata raggirata con la tecnica del finto avvocato: gli agenti hanno inseguito il veicolo fino a Udine, dove hanno fermato i malviventi

Parte della refurtiva recuperata dalla polizia
Parte della refurtiva recuperata dalla polizia

La Polizia di Stato di Udine, lo scorso 28 gennaio, ha arrestato in flagranza del reato di truffa aggravata in concorso a danno di un’anziana residente a Buja tre cittadini italiani giunti da fuori regione.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Udine, nel corso della mattinata, hanno intercettato nel capoluogo friulano un’autovettura sospetta, con a bordo due uomini. Deciso di pedinare la coppia, i poliziotti hanno inseguito il veicolo fino a Trieste e poi fino a Buja, dove verso le 15.15 l’auto si era diretta a grande velocità.

Poco dopo il veicolo, tenuto sempre a vista dagli agenti, si era fermata all’esterno di un’abitazione. Il passeggero era sceso immediatamente dal mezzo, entrando nella residenza mentre il conducente del veicolo, per circa 20 minuti, percorreva a bassissima velocità le vie limitrofe, con l'evidente fine di eludere l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

Circa mezz’ora dopo, verso le 15.45, il giovane che precedentemente aveva fatto accesso nell’abitazione era stato notato dagli agenti mentre usciva dalla casa e saliva in tutta fretta a bordo del veicolo, nel frattempo tornato sul posto.

Mentre un equipaggio seguiva, senza mai perderlo di vista, il veicolo che si dirigeva verso Udine, altro personale di polizia restava sul posto al fine di contattare la presunta vittima di reato. Proprio in tale circostanza era giunta sul posto la figlia della vittima, la quale riferiva al personale di polizia di essere stata appena contattata telefonicamente dalla madre e di aver realizzato che la stessa era appena stata truffata.

Gli agenti, assieme alla donna, entravano nell’abitazione riuscendo così a contattare la vittima e farsi raccontare l’accaduto.

Il veicolo dei malviventi, nel frattempo giunto a Udine, era stato notato mentre sostava di fianco a un terzo giovane: quest’ultimo è stato visto ricevere qualcosa dal passeggero per poi dirigersi immediatamente in una struttura ricettiva ubicata a pochi metri di distanza.

Movimenti eloquenti per l’equipaggio della Squadra Mobile, che provvedeva quindi a bloccare il veicolo con i due giovani a bordo, mentre il restante personale procedeva a identificare l’ospite dell’hotel, riuscendo a recuperare, al termine di una perquisizione, tutta la merce precedentemente sottratta all’anziana.

La vittima ha poi dichiarato di essere stata contattata da un fantomatico avvocato il quale gli riferiva che la figlia era stata coinvolta in un incidente stradale, aveva investito una bambina che necessitava di essere operata e che per tale motivo c’era bisogno di molto denaro. Allorquando la donna riferiva di non avere contanti, l’interlocutore asseriva che erano sufficienti anche dei monili d’oro, pertanto la donna recuperava 2 fedi, un anello, due catenine d’oro con ciondoli e dei gemelli. La donna, quindi, posizionava i preziosi sul tavolo in attesa di un collaboratore dell’avvocato che da lì a poco sarebbe giunto per recuperare il tutto, così come precedentemente riferitole telefonicamente.

Dopo alcuni minuti effettivamente giungeva il fantomatico collaboratore dell’avvocato al quale l’anziana donna consegnava tutto l’oro.
Al termine dell’attività i tre giovani venivano tratti in arresto e associati alla locale Casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dopo la convalida degli arresti il gip ha disposto per tutti e tre la misura della custodia cautelare in carcere, ove permangono.

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