Amici della musica: la nuova stagione al Palamostre di Udine nel segno delle 19.22

La luce in sala verrà spenta sempre alla stessa ora che riporta al primo anno di inizio dell’attività, nel 1922. L’edizione numero 105 al via il 16 ottobre

Gian Paolo Polesini

 

La luce in sala si spegnerà sempre alle 19.22 precise. La ragione non sta in un eccesso di stravaganza, macché: è storica. È proprio il 1922 l’inizio di tutto, il Big Bang degli “Amici della Musica” risale ai primi anni Venti del Novecento. Venerdì 16 ottobre, infatti, all’udinese Teatro Palamostre, con il Quartetto Penderecki e l’orchestra d’archi del Conservatorio di Udine, si avvierà la stagione numero 105.

«Soltanto due interruzioni hanno di fatto stoppato il cartellone durante la Seconda guerra mondiale, per il resto il sipario si è alzato puntualmente», sottolinea con orgoglio la presidente e direttrice artistica Luisa Sello, che traccia senza esitazioni le linee guida del programma: «La musica da camera resta giustamente il fulcro, anche quest’anno, mescolando grandi interpreti internazionali, repertori meno frequentati, contaminazioni, certo, con una particolare attenzione alla meglio gioventù».

A riprendere il valore di una vicenda culturale secolare è il vicepresidente della Regione Mario Anzil: «Una rassegna nella quale i luoghi interagiscono con le note e la musica diventa occasione per attraversare il tempo mantenendo vivo lo spirito della comunità. Portare avanti questa memoria è una responsabilità». E conclude: «La cultura incide sulla vita dei cittadini e sulle prospettive di sviluppo del Friuli Venezia Giulia».

Accessibilità, innovazione e internazionalizzazione sono le qualità dell’associazione musicale individuate dall’assessore alla Cultura del Comune Federico Pirone. «La nostra comunità — ha detto — è più forte se fa sentire il diritto alla cultura di tutti. La sfida vinta è l’aver avvicinato i giovani al palcoscenico, e ben più che occasionalmente, come i dati sostengono». Conferma Sello: «Tornano, acquisiscono esperienza e il piacere dell’ascolto».

Una collaborazione ormai consolidata è quella con l’Ert. Il presidente Fabrizio Pitton ha ricordato come il rapporto abbia preso forza quando il circuito regionale aprì alla musica. E, rivolgendosi alla Sello: «Siete stati davvero dei partner fondamentali per continuare il nostro percorso». Francesca Venuto di Fondazione Friuli si è soffermata sulla capacità degli Amici della Musica di «garantire qualità e incidere sul territorio, ma anche di osare, alternando interpreti affermati a nuove proposte».

Di «intelligenza organizzativa» ha parlato Fabio Alessi, delegato del magnifico rettore dell’università di Udine, sottolineando anche la «funzione sociale dei progetti» e citando “Musica raccontata in Friuli”, che ha raggiunto località ben lontane dai tradizionali circuiti. Le parole chiave: integrazione, connessione e condivisione.

Da Mozart a Liszt, da Beethoven a Šostakovič: gli “Amici della Musica” disegnano una stagione fra classici, interpreti internazionali e contaminazioni. Si parte il 16 ottobre al Palamostre, come detto in apertura. Il 4 novembre “Note d’autore” mescolerà jazz, colonne sonore, chanson e danza, mentre il 25 arriverà la Kazak Chamber Orchestra con Aiman Mussakayajeva. Il nuovo anno porterà al pianoforte Lule Elezi, seguito dall’Imk Trio, dal flautista Andrea Oliva con i fratelli Pepicelli e dal Tiberius String Quartet. Il 30 marzo riflettori sulla star portoghese Vasco Dantas, fra Schumann, Rachmaninov e Liszt. Chiusura il 7 aprile con i giovani del quintetto Dedalo e gli “Echi romantici” di Schumann e Amy Beach. A questi si aggiungono i “Concerti Torriani”, dal 30 ottobre.

Ghiotta, infine, la proposta di abbonamento: nove concerti a 80 euro.

 

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