Ambiente, Illy non cede ai Verdi:se escono ora, fuori anche nel 2008
UDINE. La minaccia dei Verdi, ribadita ieri in piazza a Torviscosa, di lasciare la maggioranza se sarà dato l'ok definitivo al cementificio, ha trovato una risposta altrettanto netta da parte del presidente Riccardo Illy: «Se escono adesso - ha detto -, escono anche per il 2008, se sarò io a guidare la coalizione. Sono liberi di scegliere - ha rincarato -. Nessuno li fermerà». Il braccio di ferro sull'infrastruttura che ieri è stata al centro di un'affollata manifestazione popolare (a Torviscosa c'era un migliaio di persone), sembra dunque avere prodotto una piccola lacerazione non sanabile nella coalizione di Intesa democratica. Ieri il consigliere regionale ambientalista, Alessandro Metz, parlando sul palco della cittadina della Bassa, ha rinnovato l'ultimatum. E la risposta del governatore, che non lascia spazio a mediazioni, ha chiuso il caso. Illy si è anche rivolto al ds Mauro Travanut, che aveva chiesto nuove audizioni conoscitive sul cementificio e maggiori garanzie per la salute della gente: «Il capogruppo ds farebbe bene a fare il suo mestiere, a produrre leggi - ha detto -, a fare ciò che deve fare un consigliere».
Il presidente ha comunque risposto punto per punto alle osservazioni dei Verdi: «Quella di Torviscosa è una questione di tipo legislativo che non investe il Consiglio», ha premesso. «Si tratta di approvare la valutazione d'impatto ambientale di uno stabilimento da costruire - forse qualcuno non se ne è accorto -, in una delle zone industriali gestite da un consorzio. Una delle poche, perché le abbiamo concentrate in precise aree, a differenza del Veneto, dove ogni paesino ha il suo gruppo di fabbrichette». La commissione competente - ha ricordato - ha dato parere favorevole. «Che poi ci sia qualcuno contrario a tutto, lo sappiamo. Li conosciamo: sono contrari alla ferrovia e quindi vogliono le autostrade, sono contrari agli elettrodotti e quindi vogliono restare senza energia elettrica, sono contro i termovalorizzatori e quindi vogliono le discariche di rifiuti solidi urbani...». Poi la biografia di imprenditore ha preso il sopravvento sul politico: «I cementifici, lo insegnano al primo anno del corso di Economia, fanno parte di quegli stabilimenti che hanno un raggio di fornitura molto ridotto e siccome la materia prima è povera, con basso valore aggiunto, è chiaro che il costo del trasporto incide in maniera rilevante». ha spiegato Illy. «Quindi, un cementificio ha un mercato nel raggio di circa trecento chilometri».
Ebbene, «a Torviscosa c'è un progetto che è ritenuto compatibile con le normative, la commissione Via dice che quelle norme sono rispettate, si parla di uno stabilimento da realizzare in una zona industriale appropriata per produrre un bene che utilizziamo da secoli», dunque è tutto in regola. Secondo il governatore «se anche non venisse realizzato il cementificio, non è che l'impatto sull'ambiente sarebbe zero: perché lo dovremmo portare in qualche altro stabilimento, dovremmo pagare il cemento piú caro, e comunque avremmo le polveri sottili prodotte dagli autocarri in transito continuo. Ma questo ragionamento - conclude - è già oltre: il mio compito si limita a fare rispettare e applicare le leggi. Però ai sedicenti ambientalisti dico anche: fate le valutazioni complessive, perché non è dicendo no alla ferrovia che non succede nulla: vuol dire congestionare le autostrade, rischiare piú incidenti. Perciò io dico che è meglio la ferrovia» e il pensiero corre alla Tav.
Il governatore è un fiume in piena: «Non vogliamo il cementificio? Vorrà dire che lo porteranno da un'altra parte e che avremo migliaia di camion su e giú per effettuare i trasporti. E pagheremo piú caro il cemento». Poi, come anticipato, la stoccata agli ambientalisti: «Se escono dalla maggioranza non sarà solo per un anno. Escono adesso e, se guiderò ancora la coalizione, anche nel 2008. Mi pare che in questo caso escano dal Consiglio regionale, cosí, a naso, se l'aritmetica non mi fa difetto». Poi, sempre con tono sempre piú severo: «Sono liberi di scegliere, nessuno li fermerà».(m.t.m.)
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