Allerta coronavirus in Fvg: ecco il piano per prevenire il rischio contagio

UDINE. Escluso il contagio da coronavirus per i quattro pazienti monitorati in regione, lunedì 3 febbraio, alle 17, tornerà a riunirsi la task-force per fare il punto della situazione.
«La gente non si deve preoccupare, è tutto sotto controllo» continua a ripetere l’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, ricordando che il gruppo che si occupa dell’emergenza ha alle spalle l’esperienza della Sars. Si tratta di persone e strutture pronte a entrare in azione quando c’è un’emergenza.
Le procedure
Medici di base, medici ospedalieri, infettivologi, infermieri, ambulanze con i Pronto soccorsi hanno attivato le procedure che ha consentito di tenere sotto osservazione prima e in isolamento poi i quattro pazienti che, nei giorni scorsi, si sono presentati in ospedale, appena rientrati dalla Cina, con sintomi influenzali, febbre compresa. I campioni di sangue sono stati inviati all’Istituto nazionale per le Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani, dove gli specialisti in malattie infettive hanno escluso il contagio.
La task force composta da 24 specialisti e dall’assessore funziona in modo sincronizzato per prevenire e affrontare eventuali rischi contagio. Nelle ulltime ore sono state moltiplicate le attività legate alla distribuzione di mascherine e tute, all’allestimento del trasporto dei pazienti sulle ambulanze e all’attivazione delle linee dirette con l’aeroporto e i porti dove potrebbero arrivare passeggeri dalla Cina o dai Paesi già contagiati.
Insomma il Friuli Venezia Giulia è in grado di affrontare ogni posibile emergenza da coronavirus. Questo non significa che prima o poi qualche caso emergerà, al contrario l’assessore invita tutti a non lasciarsi prendere dal panico. «Al momento non c’è alcun rischio, c’è solo una struttura che si attiva in ordine alle emergenze che accadono».
I rischi
Nella nostra regione il panico non manca anche perché siamo nel picco dell’influenza e quindi molte persone si preoccupano perché manifestano sintomi influenzali.
«Una persona viene considerata a rischio – insiste Riccardi – se è appena rientrata dalla Cina oppure se è stata in contatto con amici o parenti giunti da quel Paese. La preoccupazione ha ragion d’essere se, in presenza di sintomi influenzali, il trattamento con l’antibiotico non dà i risultati sperati e la febbre non accenna a diminuire». Sono proprio questi gli aspetti da non sottovalutare, quelli che devono convincere i pazienti a recarsi nei Pronto soccorsi o dal medico di base per sottoporsi ai necessari controlli.
La task-forse ha contatti in corso pure con la comunità cinese presente in regione. Anche questo è un modo per monitorare la situazione. Intanto la Farnesina raccomanda di evitare i viaggi in Cina, nella provincia di Hubei. —
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