Agli alunni della privata servono gli esami: trasloco forzato a Udine

L’obbligo dell’esame sussiste, ma il rischio è di non trovare dove sostenerlo. Con questo vuoto normativo si è confrontata la scuola Learn di Pordenone, istituto privato non parificato e non genitoriale, con una sezione dell’infanzia e due, l’anno prossimo tre, classi elementari. A Pordenone nessuna opportunità. I bambini sono dovuti andare a Udine per sostenere gli esami.
La scuola, bilingue a indirizzo europeo, applica un modello organizzativo di educazione, ProWeB, elaborato dalla dottoressa Lamia Channoufi, presidente dell’associazione, medico chirurgo specializzato in igiene e sanità pubblica. Si segue il programma del ministero, ma con alcune caratterizzazioni: la reintroduzione della medicina scolastica, insegnamento con metodi innovativi ma scientificamente dimostrati, e percorsi personalizzati, oltre al confronto fin da subito con due lingue straniere e linguaggio dei segni, e classi con un massimo di 15 alunni.
Il numero degli iscritti è in crescita. La legge prevede che per queste scuole sia previsto, a fine anno, un esame in una scuola pubblica o parificata. Due le ipotesi: svolgerlo in una scuola del comune di residenza o concentrare gli alunni in un unico istituto disponibile ad accoglierli per tale esigenza.
Nel 2017 l’esame di prima elementare è stato sostenuto in una scuola di Pordenone che quest’anno, però, non ha dato la disponibilità per mancanza di personale. Nessuna scuola, in provincia, è venuta in soccorso. La “Learn”, assistita dallo studio legale Nicola e Elisa De Stefano di Pordenone, ha così chiesto chiarimenti alla Regione formulando anche proposte. La Regione ha risposto che non si possono obbligare le scuole a far sostenere questo tipo di esami. Così «abbiamo chiesto la disponibilità all’istituto Bertoni di Udine - ha raccontato Channoufi - che ci ha detto subito sì». Giovedì scorso i bambini sono andati nel capoluogo friulano per sostenere l’esame, superato da tutti con buoni risultati. Per l’anno prossimo il problema è già risolto perché continuerà la collaborazione con l’istituto udinese, con gli esami che però saranno svolti a Pordenone. Ma Channoufi ritiene la legislazione regionale carente e invita a riempire il vuoto normativo. —
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