Aeroporto, Bolzonello boccia la gestione Dressi

«Pochi voli e nessuna alleanza con gli altri scali: così penalizza anche il turismo». Ma Fi ribatte: esecutivo senza strategia. Esclusi fondi aggiuntivi a Promotur

TRIESTE. «L’aeroporto si regge perché il sistema ha deciso di tenerlo in piedi, non perché sia appetibile». Et voilà. Il vicepresidente Fvg Sergio Bolzonello decide di aprire ufficialmente la questione dello scalo di Ronchi. Perché i voli sono pochi. «E sarebbero ancora meno se non pagassimo quelli che ci sono. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia», dice Bolzonello.

Lo fa in commissione dov’è atteso per parlare della fusione tra Promotur e Agenzia TurismoFvg – che formalmente arriverà tra gennaio e febbraio – e per illustrare i dati della stagione da maggio ad agosto. Numeri impietosi, non è una novità. Sulla fusione, invece, la giunta deve ancora decidere se fare di Promotur un ente pubblico economico (sembra la strada preferita al momento) o un ente strumentale. Di certo si occuperà di gestire gli impianti, mentre la parte turistica spetterà a TurismoFvg. Non ci saranno blitz nella Finanziaria 2015 per dare soldi a Promotur, garantisce Bolzonello. Mentre è probabilmente per entrambe un cambio di sede. Promotur passerà da Tavagnacco alla montagna e TurismoFvg da Cervignano a spazi più vicini agli uffici regionali.

Ma non si può parlare di turismo senza attraversare il nodo aeroporto. Anche perché – destino cinico e baro – alle 21 il vicepresidente dev’essere a Torino, voli da Ronchi neanche a parlarne. Si va in macchina, ma prima va sbrigata la tappa commissione. A sollevare il velo è il consigliere di Fi Elio De Anna, che serve l’assist al capogruppo di Fi Riccardo Riccardi e di Ncd Alessandro Colautti. Germoglia da lì il battibeccho che anima la commissione. E fa ritardare la partenza di Bolzonello.

«C’è un problema di infrastrutture – dice il vicepresidente –, ma per noi Ronchi è un asset che non sta dando le risposte che dovrebbe, schiacciato tra Venezia e Lubiana. La prima cosa da fare è riaprire un ragionamento di prospettiva. E poi c’è un problema di governance».

Che il presidente di Aeroporto Fvg Sergio Dressi (nominato dall’ex governo di centrodestra) sia nel mirino della giunta è noto da mesi. «Dalla governance non c’è una strategia di largo respiro – insiste Bolzonello – e non ci si può limitare a dire d’aver fatto il proprio dovere perché il bilancio è in attivo di 30/40 mila euro». Riccardi mostra un sorriso ironico, rimprovera a Bolzonello d’essere ancora arrabbiato per la livrea del Fvg, pubblicità da un milione per un anno pagato a Alitalia.

E ribatte: «Linee e strategie devono venire da voi. Bastava – attacca Riccardi – portare avanti l’alleanza con Save, società che gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona, messa in piedi da noi». Ipotesi cestinata dalla giunta che prima vuole il Polo intermodale.

«I soci danno la linea politica – ribatte Bolzonello –, la strategia su dove andare, con chi, su cosa fare deve venire dal Cda». Un punto d’incontro non c’è. Bolzonello deve andare a Torino, in macchina. «C’era un volo da Ronchi – dice De Anna –, via Genova, lo volle Riccardo Illy». «Sì ma lui doveva andare a sciare. Io devo andare a un incontro con il ministro e gli assessori regionali all’Agricoltura», sorride Bolzonello mentre cerca di guadagnare l’uscita. Una vitaccia, l’isolamento causa pochi aerei e treni.

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