Addio al partigiano Dorino Cantarutti: nome di battaglia “Verde”, era una colonna dell’Anpi di Manzano
Si è spento a 97 anni nella Rsa di Cividale, nella quale era da poco tempo ospite. Il Friuli perde un pezzo della sua storia

Il Friuli perde un pezzo della sua storia. È morto lunedì 17 febbraio, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, il partigiano Dorino Cantarutti, il cui nome di battaglia era Verde. Residente a Manzano, da poco tempo era ospite della Rsa di Cividale. Aveva 97 anni, ne avrebbe compiuti 98 il 26 febbraio. Lascia i tre figli, Gianni, Giorgio e Alida.
Dopo una caduta, a gennaio, è stato ricoverato all’ospedale di Palmanova fino agli inizi di febbraio, quando è stato trasferito nella struttura di Cividale, dove è mancato lunedì sera.
Cantarutti (chiamato Doro), presidente onorario dell’Anpi di Manzano, è stato un lucido testimone di quei valori di pace e libertà che lo hanno visto combattente quando era soltanto un ragazzo. Con bandiera, camicia e fazzoletto rosso era sempre presente alle commemorazioni promosse e organizzate dall’Anpi in Friuli e in regione. Voleva ricordare quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà. Era molto conosciuto nel manzanese anche per la sua pluridecennale attività lavorativa come commerciante di legname.
Era stato tra i primi manzanesi a unirsi alle formazioni garibaldine nella primavera del 1944. Appena diciassettenne, era stato arruolato nel battaglione Manin della divisione d’assalto Garibaldi-Natisone e aveva partecipato alle azioni di Nimis e di Molinis; dopo il rastrellamento di settembre aveva poi seguito i compagni nella Benecia occidentale. Con il passaggio della Natisone alle dipendenze del IX Korpus, aveva dovuto sopportare le durissime condizioni ambientali e i momenti tragici della lotta di liberazione in Slovenia. —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








