Addio ad Arturo Gigante, patron del vino
CORNO DI ROSAZZO
La comunità perde un’altra colonna portante delle produzioni vinicole d’eccellenza dei colli orientali. È mancato a 86 anni Arturo Gigante, patron del vino e fondatore nel 1962, assieme ai fratelli Silvano e Luciano, dell’azienda in Rocca Bernarda. Era riuscito a superare il Covid e a ritornare a casa con il tampone negativo, stava bene e nulla faceva presagire che non avrebbe potuto festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo con la famiglia. Invece l’aggravarsi di alcuni problemi cardiaci l’ha strappato ai suoi affetti.
Arturo, “Turo” per gli amici, è stato uno dei protagonisti della storia vitivinicola di Corno di Rosazzo e oggi il nome Gigante si associa a una famiglia di grandi produttori del territorio. Il figlio Adriano è il presidente del Consorzio delle Doc Fvg e il titolare dell’azienda storica che oggi porta il suo nome, un’azienda che negli ultimi anni, assieme alla moglie Giuliana, si è aperta all’accoglienza agrituristica sui colli orientali. Il nipote, Ariedo Gigante, enologo e viticoltore, è consigliere comunale nell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Moschioni, presidente della Fiera dei vini e titolare dell’azienda Cornium, start-up nata proprio dalla ditta di famiglia.
Una vocazione alla viticoltura che Arturo scopre quando la famiglia di mugnai da cui proviene (originaria di Vencò di Dolegna del Collio), si trasferisce a Corno. È il 1957 e i Gigante prendono in affitto una piccola proprietà sulla Rocca Bernarda. Fino ad allora Arturo aveva trascorso la giovinezza al mulino a Vencò, lavorando con passione accanto a papà Ferruccio, mamma Andreina e ai fratelli Silvano e Luciano. «Una vita, in quegli anni, fatta di cose semplici – ricordano i familiari –, con la guerra ormai alle spalle e i sacrifici della ripresa. Di giorno si lavorava e la sera si andava a giocare a bocce con gli amici o si intonava qualche canzone con la fisarmonica in compagnia di un buon bicchiere di vino».
Poi in Rocca Bernarda l’azienda cresce: all’inizio è di tipo misto, cereali, qualche animale e un vigneto di Tocai, che esiste ancora. Quindi l’incontro fortunato con Gemma da cui nascono Adriano, Lucia, Tiziana e Susi. Un’unione felice. Recentemente avevano raggiunto il traguardo dei 63 anni di matrimonio, festeggiati da tutte le famiglie e dai sette nipoti. Con i fratelli Luciano e Silvano nel 1962 Arturo prende in mano l’azienda di famiglia. Gli anni a seguire sono decisivi con l’impegno, in sinergia con gli altri produttori, per la creazione di una cooperativa per lo sviluppo agricolo e il suo ruolo nell’ambito della Fiera dei vini, evento che ancora oggi rappresenta una vetrina di prodotti vitivinicoli di eccellenza fra i più importanti in regione. Ne rimane al timone per molti anni come responsabile per poi passare il testimone al figlio Adriano e al nipote Ariedo.
Il sindaco Moschioni, esprimendo il cordoglio e la vicinanza della comunità, ricorda Arturo come un punto di riferimento per Corno di Rosazzo e lo sviluppo della viticoltura regionale. Domani l’ultimo saluto, alle 14, nella chiesa nuova di Sant’Andrat. —
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