Addio a suor Tarcisia, mamma degli ultimi. Trattò con Zamberletti per i “suoi bambini”

Aveva 87 anni, per oltre mezzo secolo ha insegnato all’istituto Santa Maria delli Colli di Fraelacco. Mercoledì alle 16 i funerali

TRICESIMO. Ha trascorso la sua vita in mezzo agli ultimi. Quelli che, a dispetto della tonaca che portava, spesso la chiamavano “mamma”. Per difenderli non esitò a sfidare i potenti.

Suor Tarcisia è morta ieri all’Istituto medico pedagogico “Santa Maria delli Colli” fra i “suoi bambini” che tanto ha amato. Aveva 87 anni, 52 dei quali spesi a Fraelacco.

Fiorentina, con un carattere energico e intraprendente, Tosca Lorenzi (così si chiamava prima di prendere i voti) era poco più che quattordicenne quando annunciò al padre che voleva farsi suora. «Non se ne parla neanche, ho una figlia sola e non si farà suora» le rispose lui contrariato. Gli rispose: «Che sarà mai? Ne fai un’altra e io prendo i voti».

È così fu. Pronunciò i voti e si unì alle Sorelle dei poveri di Santa Caterina da Siena, suore dell’Ordine fondato dalla beata Savina Petrilli. Assistente sociale e insegnante, prese incarico al Centro per ragazze poliomielitiche di Igea Marina, poi il destino la portò in quel Friuli che sarebbe diventato la sua casa.

Faceva parte della prima pattuglia di suore (tre in tutto) che si ritrovarono a gestire 120 bambini con problemi comportamentali e difficoltà di apprendimento. «Lei li amava profondamente, accettandoli per quello che erano. Loro la ricambiavano con lo stesso sentimento» racconta la madre superiora, suor Maria.

E quando il terremoto del 1976 travolse il complesso di Fraelacco, rendendolo pericolante, annunciò: «Vado a cercare Zamberletti».

Partì lancia in resta e si presentò davanti all’ufficio del Commissario per la gestione dell’emergenza in Friuli: vi trovò alcuni funzionari che cercarono di indurla a desistere. Ma questi ultimi non avevano fatto i conti con la sua determinazione. «I miei bambini sono al freddo in un piazzale, hanno bisogno di un posto in cui poter dormire e io resterò qui fino a quando non avrò parlato con chi me lo potrà trovare» annunciò.

Zamberletti arrivò poco dopo e si mise in ascolto di quella suora così battagliera. Pochi giorni dopo a Fraelacco arrivò un grande prefabbricato riscaldato con i servizi, dove tutti i bambini trovarono posto. Suor Tarcisia partiva con il sorriso e il piglio deciso, si materializzava anche nei supermercati. «Avete qualcosa per i miei bambini?» chiedeva. E pochi osavano dirle di no.

Con quel cipiglio approdava alle aziende, perfino all’estero, in cerca di risorse, di fondi. È così che a Fraelacco sono arrivati anche i pulmini per trasportare i ragazzi in gita. Suor Tarcisia si metteva al volante e portava tutti a spasso.

«Era una donna decisa e piena di iniziative – ricordano le insegnanti Antonella e Catia –; al mattino si faceva venire un’idea, chiamava il direttore didattico e poi partiva, portandosi dietro ragazzi e insegnanti. Caricava i viveri, il fornello da campeggio e via». Oltre a guidare il pullman, si cimentava sul trattore quando accompagnava i ragazzi a coltivare i campi, e non era difficile vederla armeggiare fra galline e maiali nella fattoria attigua al centro.

«Al di là della fede che l’ha accompagnata tutta la vita senza mai un’esitazione – ricordano le insegnanti – suor Tarcisia era una persona molto energica, piena di vita e di relazioni sociali, infatti aveva amici ovunque».

Appassionata di calcio, era una tifosa della Fiorentina, ma non disdegnava l’Udinese, tant’è che l’ex centrocampista bianconero Inler, durante una visita, le fece dono della sua maglietta.

«Nell’autunno del 2017 suor Tarcisia scoprì di essere malata – rivela la madre superiora – dopo un ricovero all’ospedale, volle tornare a Fraelacco. Da allora, abbiamo avuto tantissimo supporto dal territorio, dai Servizi sociali e dal Distretto, la sua camera è sempre rimasta aperta e il via vai di amici che venivano a trovarla è stato pressoché continuo».

Fino a ieri mattina, quando alcuni insegnanti che volevano farle visita l’hanno trovata priva di vita.

«È stata una donna che si è donata a Dio e ai fratelli» ricorda suor Francesca. Una persona che ha tanto amato e che è stata tanto amata.

Poche ore dopo la sua morte, nella camera ardente allestita in fretta e furia all’istituto si era già radunata una piccola folla. Domani alle 15 nella chiesa di Fraelacco sarà recitato il rosario e alle 16 saranno celebrati i funerali.

 

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