Addio a Moretti, l’ex vigile di Lignano

LIGNANO. In sella alla sua motocicletta o a ispezionare un cantiere edile. In divisa, a volte anche in borghese, perchè il suo lavoro, che per lui era prima di tutto un dovere verso e per il cittadino, non aveva orari d’ufficio.
È un ricordo ancora nitido quello che Lignano conserva di Tonino Moretti, per oltre trent’anni al servizio della polizia locale della località balneare, deceduto ieri mattina all’età di 80 anni, all’ospedale di Latisana, dove era ricoverato per l’aggravarsi dei problemi di salute che ormai lo accompagnavano da anni.
Nato il 13 settembre 1939 a Talamello (Comune oggi in provincia di Rimini), Tonino Moretti si era trasferito giovanissimo in Francia, per lavoro, prima di rimpatriare, a Milano, come guardia notturna. Proprio nel capoluogo lombardo, alla fine degli anni Sessanta, «mentre era in servizio al cimitero monumentale (era il periodo dei saccheggi alle tombe, ndr), fu coinvolto in una sparatoria e venne colpito a una gamba da una pallottola – ricorda il figlio Fabio, carabiniere a Latisana –. Si trasferì quindi a San Giorgio di Nogaro, sempre come guardia notturna. Nel 1971 entrò negli allora vigili urbani di Lignano, in quel comando che è stato la sua vita. La sua seconda famiglia. Era nella squadra motociclisti e in quella preposta al controllo dei cantieri edili. Da giovane aveva la passione del calcio, era stato un buon portiere nella locale squadra che partecipava al torneo Interforze. Nel 2002 la pensione, poco dopo sono iniziati i suoi problemi di salute. Credo sia stato un bravo collega per tutti, sicuramente è stato un bravo papà».
Tonino Moretti lascia nel dolore anche la moglie Marinella Di Marco e una figlia, Isabella, che ha seguito le orme del padre: è infatti agente della polizia locale di Lignano. «Siamo entrati praticamente insieme nel comando di Lignano, lui nel 1971, io nel 1972. Trent’anni uno vicino all’altro lo ricorda il collega di una vita, Paolo Enzo -. E stato un collega davvero speciale, un amico sempre presente. Instancabile, disponibile, per lui il lavoro era una missione, lo viveva e lo svolgeva come un dovere verso il cittadino: è stato un riferimento per tanti nel nostro lavoro. Conosceva tutti e aveva la grande capacità di farsi rispettare. La sua è stata davvero una vita al servizio della comunità di Lignano».
Parole commosse quelle del sindaco Luca Fanotto, che ricorda «il maresciallo Moretti» come «una figura di grande competenza, un grandissimo lavoratore, di quelle persone che non sapevano negare un aiuto al prossimo. Il comando di polizia locale era diventato casa sua, quella vera era anche lì vicino e aveva la straordinaria capacità di saper essere un riferimento, anche nel tempo libero. Una perdita che ci rattrista. Rivolgo un caloroso abbraccio alla famiglia. Alla famiglia di un uomo speciale».
Un lutto che ha colpito particolarmente anche Massimo Brini, assessore a Turismo, polizia locale e personale di Lignano e agente della Polizia locale di Lignano fino al 1994. «Eravamo motociclisti assieme, lui era il mio capopattuglia. Aveva doti umane che tutti quelli che indossano una divisa dovrebbero avere: buon senso, umanità e l’innata capacità di farsi capire e rispettare. Per me è stato un esempio. Prima di tutto come persona».
I funerali di Tonino Moretti, come da disposizioni governative in questo stato di crescente emergenza sanitaria, si svolgeranno in forma strettamente privata.
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