Addio a mister Zoratti grande maestro di calcio
Trovava nello sport la sua fonte di vita. Era la sua passione più grande. Lui allenatore gentiluomo, il mister delle promozioni, amava il calcio vero e pulito. Prima di tutto c’erano i valori per Giuliano Zoratti che un male si è portato via a 73 anni nella notte tra giovedì e venerdì all’hospice di Udine dove era stato ricoverato una settimana fa. Da 18 mesi lottava «con un coraggio che è stato d’esempio per tutti» ricorda la moglie Mariagrazia, sua compagna di vita da 42 anni, con cui risiedeva a Tarcento. E la famiglia era una vera squadra, composta anche dalla figlia Veronica e da Massimo, nato dal primo matrimonio. «Ogni pomeriggio finché ha potuto – racconta Mariagrazia – andavamo a camminare insieme per non perdere la mobilità. Non ha mai mollato, mai. Abbiamo saputo creare un gran gioco di squadra anche in famiglia, quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa c’eravamo tutti sia nelle cose belle, sia in quelle brutte perché per Giuliano la famiglia veniva prima di tutto e il legame che ci univa era fortissimo».
Insegnante di educazione fisica, Giuliano «amava lo sport in generale. Negli ultimi due anni aveva cominciato ad appassionarsi alle bocce e vinceva anche lì così come nel calcio: gli piaceva così tanto come disciplina che era entrato a far parte della Bocciofila Bujese» prosegue la moglie. «La vicinanza e le tante parole di stima per Giuliano che stiamo ricevendo – aggiunge poi – sono il riassunto di una vita spesa bene, e ci danno una grande consolazione in un momento così doloroso»
Era stato prima calciatore (dal 1966 al 1968 aveva indossato la maglia dell’Udinese in Serie C come centrocampista e poi aveva militato in Serie D nella Pro Gorizia fino al 1975) e poi allenatore. Nel 1977 entra nello staff di Massimo Giacomini, come suo vice, diventando uno dei protagonisti della scalata dei bianconeri dalla C alla A. Lo segue poi sulle panchine di Milan, Torino, Napoli, Triestina e Perugia. L’esordio da primo allenatore lo fa con la Pro Vercelli, in serie C2, dal 1986 al 1990. Nel 1994-95 porta la Reggina in Serie B. Garbato e schietto, un maestro dentro e fuori il campo. Zoratti è stato un esempio anche nel calcio dilettanti. Protagonista di promozioni importanti come quella dell’Itala San Marco, nel 2008, in serie C2, tra i professionisti. E lo ricorda con la voce rotta dalla commozione l’allora presidente Franco Bonanno che è stato invitato a ricordarlo anche nel giorno dei funerali, martedì alle 10.30, nella chiesa di Tarcento. «Ci univa una vera e grande amicizia – dichiara – che andava ben oltre il “rapporto calcistico” che per otto anni ci aveva visto uniti a Gradisca. Era una persona eccezionale. Per tutti noi era il Ferguson dell’Itala». Nel campionato 2012-13 porta l’Unione Fincantieri Monfalcone dall’Eccellenza alla Serie D. Seguono il Lumignacco e ancora Ism Gradisca dove torna nel 2017/18.
Zoratti aveva deciso di mettersi a disposizione della comunità supportando il candidato sindaco Walter Tomada alle elezioni del 2016. Anche l’assessore regionale allo Sport Tiziana Gibelli ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Zoratti «che è stato una parte importante della scuola calcistica della nostra regione. Il mondo del calcio e dello sport del Fvg saluta un bravo allenatore che ha saputo guidare e portare a grandi risultati molte squadre della nostra regione e non solo e che ha lasciato un ricordo indelebile sia tra i giocatori che tra i tifosi». —
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