Addio a don Romano, il prete che stava con gli operai

Era il prete operaio che aveva costruito una comunità dando una prospettiva di futuro alle “case rosse” di Villanova di Pordenone tra gli anni 70 e 80. Testimone vero e concreto di Cristo, celebrava la messa in ogni luogo: non serviva una bella chiesa, bastava una comunità di persone. Don Romano Zovatto, minato nella salute ormai da tempo, si è spento nella notte tra mercoledì e giovedì all’età di 79 anni.
Nato a Loncon di Annone Veneto nel 1937, don Romano venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1964. Dopo brevi esperienze nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Cordenons, San Giorgio a Pordenone e Beata Maria Vergine Regina a Portogruaro, nel 1972 don Romano fu nominato primo sacerdote della nascente parrocchia del Cristo Re a Villanova di Pordenone, dove rimase sino al 1997, anno in cui venne trasferito alla parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Visinale.
Ovunque è stato ha lasciato il segno tangibile del suo passaggio, in particolare a Villanova di Pordenone, dove nel pieno degli anni e della sua esperienza sacerdotale si è preso cura degli ultimi, dando loro un posto, una prospettiva.
Al suo arrivo nella parrocchia non c’era niente, nemmeno la chiesa. Tre anni dopo arrivarono le “case rosse”: case popolari che vennero assegnate a 222 famiglie. Il parroco comprese subito, con l’aiuto di alcuni abitanti, che era necessario promuovere l’aggregazione sociale. Nacque così nel ’75 la Festa in piassa, seguita nel 1979 dalla polisportiva Villanova.
La parrocchia, la Festa in piassa, la polisportiva divennero assieme una forza di prevenzione e un elemento formativo attraverso cui conoscersi e operare a vantaggio degli abitanti del quartiere. Nel 1980 furono ampliate le scuole e venne costruito il centro sportivo.
La chiesa venne realizzata soltanto dopo il suo trasferimento, ma per don Romano non fu mai un problema: da prete operaio non voleva che preziose risorse economiche fossero spese per l’edificio, perché era solito dire che per celebrare la messa non serve un posto, serve una comunità. Per questo spesso celebrava anche all’aperto, se c’era bel tempo.
«Don Romano 42 anni fa decise che non era opportuno aspettare che l’amministrazione comunale di Pordenone si attivasse per rivitalizzare un quartiere che era divenuto un dormitorio senza un’anima – ricorda l’ex assessore comunale pordenonese ed ex presidente della Festa in piassa Flavio Moro –. Riunì attorno a sé alcuni cittadini attivi di Villanova e fu Festa in piassa: cittadini che decisero di curarsi di un bene comune come il proprio quartiere. Ancora oggi quel miracolo si ripete ogni giorno».
«Non gli piacevano i fronzoli, andava dritto al sodo ed era molto schietto – ricorda l’assessore di Pasiano Marta Amadio –. Si è occupato della ristrutturazione della chiesa, dell’impianto di videosorveglianza, dell’organo, cose in cui ha creduto molto. Ora si stava impegnando per la costruzione di una scuola in Burkina Faso».
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