Addio a Danelon, il custode delle ville dei vip che aveva cent'anni

AMPEZZO. È morto sabato ad Ampezzo Mario Danelon, aveva festeggiato un mese fa il traguardo dei cento anni. Combattente nella campagna di Grecia e Albania, in seguito si era contraddistinto per operosità e serietà in trent’anni di lavoro come carpentiere nei più importanti alberghi di Cortina d’Ampezzo e come custode di molte ville di vip sempre nella prestigiosa località montana.

Si è spento nella sua casa ad Ampezzo. Giovedì era risultato positivo al tampone per il Covid-19: Mario, spiegano i familiari, era stato sottoposto a casa al test in seguito ad alcuni lievi sintomi di cui soffriva da una settimana.

Era molto seguito e monitorato dal suo medico, purtroppo sabato le sue condizioni sono peggiorate, sono sopraggiunte improvvise difficoltà respiratorie che gli sono state fatali. Lascia l’amata figlia Marisa, che viveva con lui, i cognati e i nipoti. La famiglia rivolge un particolare grazie al signor Umeed per l’assistenza prestata e al medico curante Nicole Michelli. I funerali si svolgeranno domani, mercoledì, alle 10.30 nella pieve di Castoia di Socchieve.

Mario Danelon era nato a Pani di Enemonzo (paese della madre), poi ha vissuto con la famiglia a Duredia e a Feltrone di Socchieve. Era un reduce della campagna di Grecia e Albania. «Aveva rischiato più volte la vita. Ci raccontava – ricorda il nipote Ivo Fior – di quando gli avevano sparato con la mitragliatrice e vedeva le zolle del terreno saltare accanto a lui.

O quando, ritornando dalla Grecia, lui e altri militari molto affamati avevano dovuto uccidere una pecora per nutrirsi. Raccontava di quel giorno in cui fu catturato dai tedeschi a Gorizia, riuscendo a scappare con una stratagemma».

Nel 1945 Mario sposò Livia, che gli diede due figlie. Dal 1957 lavorò a Cortina come carpentiere partecipando alla costruzione di numerosi edifici nel centro della cittadina turistica e a interventi in diverse ville. Ivo e il cognato Arrigo Danelon ricordano che Mario operò a Cortina nelle maggiori ville dei vip, da Marzotto a Barilla, a Zanussi e negli alberghi più storici e prestigiosi,tra cui il “Cristallo”.

«Faceva manutenzione, ma anche sorveglianza – ricorda Arrigo –. La sua giornata iniziava alle 4 del mattino, quando andava a vedere se era tutto in ordine nelle ville che gli venivano lasciate in custodia dai proprietari. Poi iniziava la sua giornata di lavoro normale come operaio.

Era un uomo d’azione, il suo tempo era sempre pieno. Lui ha ristrutturato anche la casa paterna a Feltrone e ha costruito nei primi anni Settanta anche la casa ad Ampezzo. La sua passione è sempre stata il lavoro, non era mai stanco».

La sua vita fu segnata da due lutti: una figlia morì a 28 anni in un incidente stradale nel 1987 e rimase vedovo nel 1999. Mario Danelon viene ricordato come una bella persona che amava il dialogo e che per tutta la vita non ha mai perso la sua innata voglia di confrontarsi con gli altri e con la vita. —


 

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