Addio a Colledani, allevatore pluripremiato e maestro di sci

TOLMEZZO. È morto Gianfranco Colledani, allevatore pluripremiato di cavalli e uno dei fondatori del polo sciistico di Sella Chianzutan. Una figura conosciuta, a Tolmezzo, proprio per queste due passioni.
Aveva 83 anni. I funerali sono stati celebrati lunedì 17 giugno, prima in forma civile nell’allevamento di via Paluzza, quindi nella chiesa Sacro Cuore Gesù di Betania. Lascia nel dolore la moglie, il figlio Nisio, noto Skipper, la figlia Manuela e le amate nipoti.
Maestro allevatore, in diverse occasioni i cavalli da lui addestrati con cura quasi maniacale hanno primeggiato in varie fiere per bellezza struttura ed eleganza. Colledani è stato un innovatore nel sistema di allevare i cavalli, un pioniere nella nostra regione dell’allevamento del cavallo da sella italiano.
«Per anni Gianfranco era stato l’elettrauto della Carnia – così lo ha ricordato Massimo Peresson, allevatore di cavalli ad Arta Terme –, un maestro di vita prima oltre che un gran divulgatore del sistema allevatoriale del “Cavallo italiano”. Mancherà il suo occhio esperto, la sua idea di cavallo da concorso , mancherà la sua saggezza».
Maestro di sci, era stato uno dei fondatori e creatori del polo sciistico di Sella Chianzutan, caro a tutti i tolmezzini che tempo addietro proprio su quella sella di Verzegnis hanno iniziato la loro carriera sciistica
Per anni ha lavorato in una officina meccanica in città tanto da essere conosciuto e ancora oggi ricordato come “l’elettrauto” di Tolmezzo. Le sue condizioni di salute sono peggiorate un anno fa e Colledani è deceduto per un collasso cardiaco, nella sua abitazione di via Riccardo Spinotti, sabato scorso.
Lunedì - come anticipato - una doppia cerimonia funebre, la prima in forma civile con gli amici, molto partecipata, si è tenuta in via Paluzza, nel luogo in cui si trova l’allevamento dove Colledani amava ritirarsi nei momenti liberi con i suoi cavalli.
Quindi, alle 11, nella chiesa Sacro Cuore di Gesù di Betania, il funerale religioso celebrato dal parroco della città tolmezzina don Angelo Zanello.
A salutarlo con affetto gli amici e i parenti. Gianfranco era molto legato alle sue nipoti, cresciute con gli insegnamenti di “nonno Colletto”, nome con il quale Colledani era conosciuto dai sui concittadini tolmezzini. —
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