Accoglienza dei migranti a Sacile, il bando è un flop

SACILE. La prima indagine di mercato è stata un flop a Sacile e l’Ambito socio-assistenziale 6 ha rinviato il bando d’appalto Sprar al 31 maggio prossimo. In palio c’è un assegno di 321.220 euro per l’accoglienza di 28 profughi.
È il progetto 2017-2019 sul Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che sarà gestito in proroga fino a maggio dalla cooperativa Nuovi vicini, la “costola” della Caritas di Pordenone. «Aspiranti gestori fatevi avanti – hanno sollecitato in Comune a Sacile che gestisce pro tempore l’Ambito –: ci sono risorse per 28 profughi”.
Assegno ricco e se l’indagine di mercato a maglie strette, in dicembre 2016, non ha raccolto più di una candidatura (Nuovi vicini), la gara di appalto potrebbe attirare gestori nazionali. Il business è quello sull’accoglienza.
«Per i profughi un finanziamento di 321.220 euro – è il dettaglio sulla piattaforma web del Comune liventino – che si riducono per i costi di gestione di 16 mila euro e spiccioli». Il progetto di accoglienza Sprar è confermato a Sacile e la solidarietà apre il portafoglio comunitario 2017 per i posti ordinari di 28 profughi da distribuire nei Comuni dell’Ambito e altri assegni potranno arrivare per posti aggiuntivi.
«L’Ambito 6 gestisce il progetto “Terre di accoglienza” per creare la rete di integrazione e aiuto a richiedenti asilo – dicono in municipio – rifugiati e agevolare i rimpatri». La cosa ha aperto una crisi nella maggioranza di centrodestra al governo della città.
Nel 2015 la Lega aveva presentato, infatti, la mozione per recedere dalla convenzione tra Ambito distrettuale e ministero dell’Interno sullo Sprar. «Basta finanziare con soldi pubblici gli immigrati clandestini – recita la mozione leghista 2015 –. Lo Sprar non va rinnovato». A fine 2016 è scaduta la convenzione triennale: subito rinnovata per un altro triennio nei Comuni di Aviano, Brugnera, Budoia, Caneva, Polcenigo, Sacile e forse Fontanafredda (si è aggregato all’Uti del Noncello).
I richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale oppure i titolari del permesso umanitario hanno diritto all’accoglienza. Il progetto “Terre di accoglienza”, per un numero complessivo di 28 posti messi a disposizione degli stranieri per l’ospitalità residenziale, va avanti: con la gara d’appalto. La gestione dei profughi dell’Ambito potrebbe attirare anche il “colosso” nazionali che ha vinto a Pordenone l’appalto nell’ex caserma Monti in Comina? «La Senis Hospes è la coop che gestisce l’accoglienza in mezza Italia – hanno segnalato gli attivisti M5s liventini –. Ha superato la Croce rossa: occhi aperti sulle procedure gestionali».
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