A Udine il doppio delle sanzioni ma i più indisciplinati sono a Trieste: i numeri (e le giustificazioni fantasiose) delle multe anti-Covid

Le denunce per falsa attestazione sono state 121, 16 quelle a carico di soggetti positive al Covid-19 e costrette in quarantena, che sono state sorprese fuori casa- Curioso il caso dell'allevatore in cerca del bestiame senza mascherina

C’è la signora che si è allontanata dal paesino di residenza per acquistare il pranzo per il marito camionista a Tolmezzo. E l’allevatore che è uscito senza mascherina di casa nel tentativo di riportare nella stalla i capi di bestiame che si erano riversati in strada ad Arta Terme. Entrambi multati per inosservanza delle norme contenute nei decreti del presidente del Consiglio e nelle ordinanze firmate dal presidente della Regione.

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Quasi 190 mila controllati. In tutto, nella prima fase dei servizi del monitoraggio (dal 10 marzo al 3 maggio), le forze dell’ordine hanno controllato 188.994 persone, sanzionandone 7.975. Le denunce per falsa attestazione sono state 121, 16 quelle a carico di soggetti positive al Covid-19 e costrette in quarantena, che sono state sorprese fuori casa. I provvedimenti di chiusura di attività commerciali sono state in tutto tredici. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio territoriale del governo di Trieste e riguardano tutta la regione.

Trieste i più indisciplinati. In termini assoluti il numero più elevato di sanzioni è stato comminato in provincia di Udine (3.100), ma in rapporto al numero di controlli la maglia nera spetta al territorio della provincia di Trieste a fronte di un numero decisamente più basso di persone fermate dalle forze dell’ordine (39 mila contro 70 mila), nei dintorni del capoluogo giuliano sono state sanzionate 2.208 persone. A Trieste le persone denunciate sono state 27, a Udine 58, a Gorizia 17 e a Pordenone 19. In riva al Noncello (e in provincia) i controllati sono stati 1.471, con due persone “pizzicate” fuori dalle mura di casa nonostante fossero positive al coronavirus.

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In provincia di Pordenone maxilavoro per carabinieri, guardia di Finanza, polizia e polizia locale anche tra gli esercizi commerciali: ne sono stati controllati ben 23.856, 2 mila in più rispetto a Udine e quasi tre volte il dato di Trieste. Poche, nel Pordenonese, le sanzioni comminate ai titolari delle attività (appena 13), più ligi alle regole rispetto ai colleghi udinesi (51 sanzioni) e triestini (29).

Spostamenti e assembramenti. Scendendo nel dettaglio, i dati della Prefettura di Trieste evidenziano come il 90 per cento delle sanzioni elevate in provincia di Udine hanno riguardato gli spostamenti ingiustificati, mentre il 2 per cento delle multe sono state staccate per il mancato rispetto del divieto di assembramento. Il 4 per cento delle 3 mila multe riguardano il mancato uso dei dispositivi di protezione per naso e bocca e, lo stesso numero di contravvenzioni sono state elevate per persone sorprese a effettuare attività motoria in violazione all’ordinanza.

I triestini si sono dimostrati decisamente più insofferenti all’obbligo di indossare la mascherina (il 18,6 per cento delle sanzioni) e con maggior frequenza sono stati “pizzicati” a violare il divieto d’accesso nei parchi (4,6 per cento). A Pordenone il 7 per cento delle multe ha riguardato gli assembramenti, il 3 per cento il mancato utilizzo di mascherine o protezioni facciali, solo l’un per cento invece delle sanzioni è stato comminato a chi è stato sorpreso a fare attività motoria non consentita.

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