A mezzanotte entra in vigore la nuova ordinanza di Fedriga. Le regole spiegate bene: cosa resta e cosa rischia di essere superato tra 48 ore

UDINE. La mini-stretta avrebbe dovuto garantire – ma il condizionale è davvero d’obbligo in periodo di pandemia – al Friuli Venezia Giulia di evitare il passaggio da zona gialla a zona arancione. Ma l'ultimo monitoraggio dell'Iss sembra smentire questa ipotesi, alimentata se non altro dalle tempistiche: l’ordinanza, emanata ieri da Massimiliano Fedriga, entrerà in vigore da domani, sabato 14 novembre. 

Però nonostante il placet, e la controfirma virtuale, di Roberto Speranza, le parti principali del testo rimarranno con tutta probabilità valide solo per 48 ore, visto che a partire da lunedì il Friuli Venezia Giulia diventerà zona arancione. Ci sono tuttavia misure che superano quelle del governo e dunque permarranno, come l'utilizzo della mascherina all'esterno e la possibilità di fare la spesa per un solo componente del nucleo familiare alla volta.

Ecco intanto, spiegata punto per punto, l'ordinanza numero 41 firmata dal governatore Fedriga (qui il testo integrale e da scaricare)

1. Mascherine obbligatorie

La Regione specifica con ancora maggiore forza l'obbligo di mascherina in Friuli Venezia Giulia.«È obbligatorio - si legge - l'uso della mascherina a copertura di naso e bocca, a eccezione dei bambini di età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità. Resta altresì obbligatorio l'utilizzo della mascherina sui mezzi privati se presenti a bordo persone tra loro non conviventi».

2. Le regole per gli over 65

È una delle novità principali del provvedimento di Fedriga anche se, per il momento, è soltanto un consiglio. Parliamo, nel dettaglio, di come sia «fortemente raccomandato agli esercenti di riservare l'accesso agli esercizi commerciali di grande e medie strutture di vendita da parte dei soggetti con almeno 65 anni alle prime due ore di apertura dell'esercizio stesso». Anche in questo caso la decisione è figlia del provare a tutelare le fasce di popolazione più a rischio e di non metterle in contatto, nei limiti del possibile, con i più giovani e potenziali trasmettitori del virus.

3. Le consumazioni al bar

Confermata l'indicazione della vigilia con l'obbligo di consumazione a bar e ristoranti, dalle 15 alle 18, soltanto seduti.«L'attività di somministrazione di alimenti e bevande - è scritto nell'ordinanza del Friuli Venezia Giulia - si svolge, dalle ore 15 fino alla chiusura dell'esercizio, esclusivamente con consumazione da seduti sia all'interno che all'esterno dei locali, su posti regolarmente collocati».

Una scelta, questa, presa per evitare gli assembramenti tipici dell'ora dell'aperitivo e che, in questi giorni, era stato sempre più spesso anticipato con le scene di ressa in vie e piazze dei centri città dell'ultimo weekend. Resta inteso, in ogni caso, che come concesso dall'ultimo Dpcm di Giuseppe Conte i locali di somministrazione possono restare aperti fino alle 18 nelle regioni gialle - come il Friuli Venezia Giulia - e poi, fino alle 22, effettuare il servizio di asporto e consegna a domicilio (Qui il testo del Dpcm).

4. Non si consumano alimenti all'esterno dei locali

A corollario del punto dell'ordinanza che obbliga alle consumazioni soltanto seduti, Massimiliano Fedriga ha inserito un altro punto che spiega come «è vietata la consumazione di alimenti e bevande all'aperto su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che sulle sedute degli esercizi e secondo le modalità di cui al punto precedente». Questo significa, in altre parole, che anche quando si acquista qualcosa da bere o da mangiare per asporto - come un semplice gelato - poi non si può consumare, in piedi, stazionando all'esterno del locale dove è stato ordinato e prelevato.

5. Centri commerciali chiusi nei fine settimana

Non ci saranno più le disparità di trattamento viste nel corso dell'ultimo weekend per quanto riguarda la grande distribuzione in Friuli Venezia Giulia.Il testo regionale prevede che «nei giorni prefestivi e festivi gli esercizi di vendita di grande struttura e media struttura maggiore (cioè superiori ai 400 metri quadrati), sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, ivi compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole».

6. Una sola persona a famiglia per la spesa

Si torna all'antico per quanto riguarda gli acquisti. Come in primavera, la Regione ha stabilito che «l'accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è consentito a una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni».

La spesa, in sintesi, si potrà fare esclusivamente uno alla volta con l'eccezione non soltanto per le persone in difficoltà, ma anche per i minori considerati i problemi che ci sarebbero stati nella gestione delle famiglie con bambini piccoli che non potevano essere lasciati da soli a casa.

7. Regole per l'attività sportiva

Cambio in vista anche per quanto riguarda le attività sportive.Il provvedimento regionale precisa che «è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e in ogni caso al di fuori delle strade, piazze del centro storico della città, nonché delle aree solitamente affollate».

Questo significa, in altre parole, che non si potrà andare a correre in centro città e che il divieto varrebbe anche per le passeggiate. Almeno in linea teorica, in ogni caso, considerato come dimostrare che una persona passeggia in centro senza uno scopo preciso - ad esempio andare al bar - rischia di essere quantomeno arduo.

8. Mercati ma con limitazioni

La realtà della scorsa primavera si abbatte anche sui mercati.Nel testo di Fedriga si spiega come «è fatto divieto di esercizio dell'attività di commercio nella forma del mercato all'aperto se non nei Comuni nei quali sia adottato dai sindaci un apposito piano, consegnato ai commercianti, che preveda le seguenti condizioni minimali: nel caso di mercati all'aperto, una perimetrazione; presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita; sorveglianza pubblica o privata; applicazione della scheda relativa al commercio al dettaglio su aree pubbliche contenuta nell'allegato 9 del Dpcm del 3 novembre».

Argomenti:coronavirus

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto