Ravedis, prova decisiva prima dell’esercizio

MONTEREALE VALCELLINA. Soddisfazione e attesa per l’ultima prova di carico dell’ invaso della diga di Ravedis. È quanto evidenziato ieri, nel corso di un incontro con i media, da parte di costruttore e gestore del bacino montano: Amerigo Pippo, presidente del Consorzio Cellina-Meduna, Giampaolo Milan, ingegnere responsabile per la diga, Fabio Di Bernardo della Protezione civile e gli ingegneri Marcello Billè e Vico Puiatti, direttore generale e consigliere del Consorzio stesso.
La diga di Ravedis affronta, da oggi, la prova per il terzo e ultimo esperimento di carico dell’invaso sino a 338,5 metri sul livello del mare, altezza massima consentita per la diga che conterrà 22 milioni di metri cubi d’acqua. Due anni fa era stata fatta, con successo, la seconda prova di carico a 328 metri d’altezza. Il presidente Pippo conta di terminare l’ultimo esperimento di carico fra venerdì 23 e sabato 24 maggio. «Con la riuscita della prova attuale – ha affermato – l’impianto di Ravedis, pienamente a regime, garantirà allo stesso tempo la pianura dalle piene del Cellina e l’irrigazione estiva per l’agricoltura». «Diga e strutture del bacino di Ravedis – ha affermato l’ingegnere Milan – hanno già superato positivamente le precedenti due prove di carico, partite dagli iniziali 308 metri per arrivare agli attuali 338,5 metri di altezza. In questi giorni dobbiamo verificare come reagirà la diga man mano che si procederà al suo carico massimo. A metà prova, è prevista secondo protocollo una sosta, quindi l’esperimento verrà concluso».
Di Bernardo ha posto l’accento su una delle peculiarità dell’impianto: la messa a regime della diga di Ravedis potrà risolvere metà dei problemi dovuti alle piene nel pordenonese. L’altro intervento urgente diventa la traversa di Colle. Per costruirla si attendono i finanziamenti: 140 miloni di euro.
La diga di Ravedis, da metà degli anni Ottanta, senza rivalutazione dei lavori, è costata 200 milioni di euro. Il presidente Pippo ha assicurato che il Consorzio, entro l’estate, cercherà di completare la bonifica dell’amianto presente a ridosso della scogliera sull’argine del Cellina a Montereale, sì da consentire il completamento dell’opera. Sempre entro l’estate il Consorzio conta di aprire il percorso ciclopedonale e di rimuovere, a monte di Ravedis, la frana sulla vecchia statale.
Sigfrido Cescut
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