Nonna Carmela pronta a festeggiare 108 anni

CASARSA. Saranno 108, le candeline che Carmela Cesarin soffierà sulla torta di compleanno giovedì 1° maggio: è la più longeva di Casarsa, primato che condivide in provincia con una donna di Pordenone che lo stesso traguardo lo ha raggiunto a marzo.
Come di consuetudine, Carmela trascorrerà il giorno del compleanno attorniata dall’affetto dei familiari e dei numerosi nipoti, con la tradizionale torta e il saluto dell’amministrazione comunale e dei tanti amici che le faranno visita. Alle 18, nella parrocchiale sarà celebrata la messa da don Battista Del Frari, cappellano alla casa di riposo di San Vito al Tagliamento, legato da un rapporto di amicizia con la famiglia.
Per decenni, da quando aveva 12 anni fino alla pensione a 70 anni, Carmela è stata dietro al bancone di un locale pubblico della piazza, vivendo in prima persona la storia di Casarsa di tutto il Novecento, comprese le due guerre mondiali. Nata il 1º maggio 1906 in località Comunai, dove il padre era mezzadro, dopo la terza elementare, come si usava un tempo, aveva cominciato a lavorare nella locanda di un familiare. Tra i suoi ricordi, anche quelli legati alla prima guerra mondiale, quando, durante la ritirata, aveva rischiato la vita insieme alla sua famiglia. Al termine del conflitto, la vita era ripresa regolarmente, con qualche novità tecnologica: nel 1920, il locale di Carmela fu il primo ad avere il telefono. «Quando c’erano le elezioni – ricordava qualche anno fa –, bisognava stare in piedi tutta la notte. E anche quando c’era la piena del Tagliamento: se chiamavano, bisognava subito correre al ponte per avvisare». Era anche recapito di trasporti e punto di riferimento per le corriere, con una serie di vincoli. Nel 1937 divenne proprietaria del bar, e proprio per questo doveva rimanere in paese anche durante gli attacchi aerei. Quando vedevano gli aerei, ricordava, scappavano tutti per rifugiarsi vicino al cimitero: con loro qualche volta anche Pier Paolo Pasolini, con la mamma Susanna seduta sulla canna della bicicletta.
Quindi, gli anni del boom economico e, per Casarsa, l’arrivo delle migliaia di militari delle caserme. Per loro, il bar di Carmela era un punto di riferimento: andavano a telefonare alle proprie famiglie o a mangiare. Raccontava che spesso, in occasione di viaggi in giro per l’Italia, veniva riconosciuta da chi aveva fatto la naia nelle caserme del Casarsese. Nel suo locale si mangiava, si facevano veglioni, pranzi di nozze e altre ricorrenze, in tempi in cui queste erano le uniche occasioni d’incontro. Nel 1976 è andata in pensione e vive in centro accudita amorevolmente dalle nipoti.
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