Malore fatale all’asilo nido, maxicausa contro l’Ass 6

PORDENONE. Morì a 5 mesi sette anni e mezzo fa. Ora sotto accusa finisce la vaccinazione esavalente ed è chiamata in causa l’Ass 6 con una richiesta di risarcimento di oltre 3,4 milioni di euro.
Alberto, nome di fantasia, era stato soccorso all’asilo nido ed era spirato in ospedale dopo vani e disperati tentativi di rianimarlo. “Morte in culla”, si era ipotezzato, la famigerata Sids, sindrome dalle cause ancora poco note, che ancora tante vittime miete tra i piccoli di età inferiore all’anno.
Ad avanzare un’ipotesi diversa, era stato l’anatomopatologo del Santa Maria degli Angeli che nel referto redatto al termine di una lunga serie di esami (di routine in casi come questo, quando non è nota la causa del decesso, avvenuta al Santa Maria degli Angeli dove il bambino era stato condotto dal 118) aveva parlato di compatibilità «con una possibile infezione polmonare virale con interessamento reattivo del sistema linfatico; non è possibile escludere - si legge nella documentazione depositata dalla famiglia di Alberto, dove si riporta parte del verbale di autopsia eseguita all’epoca dal dottor Raffaele Collazzo - che il quadro infettivo virale non sia stato complicato dagli effetti della vaccinazione esavalente, in considerazione sia del fatto che alcuni dei componenti del vaccino esavalente hanno organi bersaglio analoghi a quelli dei virus probabilmente coinvolti e sia del coinvolgimento insolito di alcuni organi, in particolare il fegato dove sono presenti evidenti aspetti di epatite».
Alberto, la sera precedente alla somministrazione della seconda dose del vaccino, aveva avuto un episodio febbrile, e un altro era avvenuto una decina di giorni prima. Ora, spiega il medico legale Angelo Stamile, nella scheda tecnica del farmaco viene precisato che «come con altri vaccini, la somministrazione di Infanrix-Hexa deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattie febbrili acute gravi». Lo stesso specialista segnala che «al momento della vaccinazione di Alberto, non era presente un medico» precisando l’importanza della visita prevaccinale che in quel caso non venne eseguita.
La tesi del legale della famiglia è che l’Ass 6 del Friuli Occidentale sia stata la responsabile della morte di Alberto a causa della somministrazione del vaccino Infanrix-Hexa. Da qui la richiesta di risarcimento del danno avanzata, e al centro nei prossimi giorni di un incontro di mediazione, dalla famiglia per danno biologico, danno morale, esistenziale e da perdita del rapporto parentale per un valore di 3 milioni 486 mila euro.
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