È allarme per le fontane, la portata verrà ridotta

SAN GIORGIO DI NOGARO. È di nuovo allarme per le oltre 20 mila fontane della Bassa friulana. Lo lancia Paolo De Toni del Coordinamento di difesa ambientale della Bassa friulana, segnalando che la Regione sta approntando il Prta (Piano Regionale di Tutela delle Acque) che nelle norme di attuazione, all’articolo 50, prevede la strozzatura delle fontane, imponendo una portata media giornaliera non superiore a 0,1 litri al secondo, mentre l’attuale portata media dei pozzi è di circa un litro al secondo. Per discuterne il Coordinamento di Difesa Ambientale Bf, ha indetto un’assemblea pubblica per mercoledì 9 aprile alle 20.30 nella sala conferenze di Villa Dora a San Giorgio di Nogaro.
«Questa strozzatura - spiega l'ambientalista -, fra le altre cose, significa un elevato rischio di insabbiamento del pozzo artesiano e, con gli anni, la sua probabile dismissione. Un provvedimento così drastico non ha alcuna giustificazione scientifica, né in termini di ricarica delle falde, né in termini di prevenzione dall’inquinamento. Potrebbe certamente essere richiesta una riduzione della portata in caso di siccità, ma addirittura sarebbe auspicabile un aumento della stessa in caso di notevole piovosità, come sta avvenendo da alcuni anni a questa parte».
«Il problema dell’inquinamento potenziale - sottolinea De Toni- va affrontato all’origine, facendo una rigorosa prevenzione, in via stabile e definitiva, dell’incalcolabile patrimonio costituito dal sistema idrologico del Friuli e in particolare delle falde freatiche ed artesiane della media e bassa pianura friulana. Invece nei casi di inquinamento attuale e transitorio come per l’atrazina, è preferibile che il ricambio d’acqua sia velocizzato e non ritardato, in modo da azzerare velocemente la concentrazione dell’inquinante transitorio, che come è noto deriva da pratiche agricole del passato. L’iter di approvazione è già in fase avanzata - conclude - ma ci sono comunque le condizioni per intervenire ed ottenere una modifica del Prata e a questo proposito chiediamo ai sindaci dei Paesi delle fontane (circa 20 mila pozzi) di esprimersi in merito».
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