Sette ore al pronto soccorso prima degli esami radiografici

SAN GIORGIO DI NOGARO. Sette ore al pronto soccorso di Palmanova per poi essere mandato in Radiologia: immediatamente presenta reclamo e la responsabile di Sos risponde, dopo due mesi e mezzo, che i ritardi sono imputabili agli utenti, che dovrebbero rivolgersi altrove per i bisogni sanitari non urgenti e questo «fa sì che in certe occasioni la tempistica della risposta per le persone in attesa non sia adeguata».
A denunciare il fatto è Paolo Segato, 58 anni, di San Giorgio, che il 23 ottobre si era recato al pronto soccorso di Palmanova per «un problema poi risoltosi». Dopo aver atteso quasi sette ore, era stato sottoposto ai raggi. Aveva, quindi, imbucato una lettera di rimostranze nella cassetta di Sos e la risposa gli è arrivata pochi giorni fa.
«Ho voluto denunciare pubblicamente questa vicenda - dice - affinchè la gente non subisca passivamente episodi simili, perchè non ha nulla per difendersi e soprattutto per ricordare che questo servizio è rivolto a chi ha problemi, tra cui persone anziane e portatori di handicap. Io, e tanti altri come me, subiscono trattenute ogni mese per i servizi sanitari e poi c’è chi si permette di mandarmi questa risposta: qui si sta parlando delle vite delle persone e non di dati statistici.
Non è possibile - afferma Segato - che tutto si risolva con tre righe inviate dalla responsabile di Sos, la dottoressa Claudia Giuliani: si spiega che il pronto soccorso è dedicato alle urgenze e alle emergenze sanitarie e si sostiene che questa struttura viene utilizzata per problemi non risolvibili dal medico di famiglia o dalla guardia medica. Scaricando di fatto tutto sugli utenti che non utilizzano propriatamente il pronto soccorso e causano disservizi e lunghe ore di attesa nella struttura sanitaria. Sarà anche vero che al Ps si recano a volte persone con patologie che possono non essere gravi, ma è anche vero che le persone “normali” non possono giudicare la gravità dei sintomi. Non accetto si risponda in questo modo. È vero che il mio problema si è risolto, ma se così non era? Dico agli anziani e ai loro familiari di non vergognarsi a segnalare i disservizi e alla Serracchiani - conclude - che, quando deciderà sul nuovo assetto ospedaliero, si ricordi che i diritti dei cittadini vanno tutelati».
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