Il potere ci spia sul web la privacy è in pericolo

Fabio Chiusi pubblica con il Messaggero Veneto l’ebook “Grazie Mr Snowden” già scaricabile Nel 2014 il massimo di intrusione nelle nostre vite

Per pescare informazioni, anche riservate, una volta si usava l’amo, oggi c’è la rete. E George Orwell trasecolerebbe di fronte alle sonde elettroniche che penetrano la nostra privata quotidianità. Di questo parla Grazie mister Snowden, di Fabio Chiusi, commentatore web del gruppo l’Espresso, un ebook di 200 pagine che si può già scaricare gratuitamente dal sito www.messaggeroveneto.it. Il titolo del libro, che sarà presentato al prossimo Festival del giornalismo di Perugia, è trasparente. Ben vengano i blow whistler, gli “spifferatori” che fanno sapere quanto e come siamo spiati. Sul fenomeno, infatti, urge una riflessione, dice l’autore, e il motto dovrebbe essere: “Salvate il soldato Manning”, una persona che andrebbe ringraziata, invece di essere tenuta in galera.

Nel 2014 viviamo il massimo dell’intrusione nella privacy da parte dei centri di potere pubblici e privati, dice il libro. Insomma rischieremmo l’erosione della libertà.

Sostanzialmente la tesi è questa. E finalmente abbiamo qualche dato in mano, su un problema che peraltro non è nuovo.

Una decina d’anni fa scoppiò lo scandalo Echelon, trattato però come teoria del complotto, fuoriuscita marginale di indiscrezioni. Snowden e poi altre inchieste indipendenti hanno dimostrato che le paure di allora non erano paranoia, che lo spionaggio in rete è diffuso, e che Datagate probabilmente è solo la punta dell’iceberg.

Il j’accuse è contro la tecnologia.

No, contro il determinismo tecnologico, ovvero l’idea che il solo fatto di esistere renda una tecnologia corretta e socialmente accettabile. Adesso, con strumenti giganteschi come Google e Facebook siamo immersi in un ecosistema economico basato sulla compravendita dei dati. I servizi gratuiti in realtà, anche se non ci facciamo caso, li paghiamo offrendo i nostri dati, a fini prevalentemente pubblicitari.

Questo nella parte lecita, e talvolta trasparente.

Le cui clausole di utilizzo però possono essere violate. Poi c’è la raccolta dati che serve, per esempio, ai governi per controllare i cittadini. L’intelligence che si interconnette con i cavi che portano i dati in giro per il mondo.

Dopo lo scivolone con i Paesi alleati, il presidente Barack Obama si appresta a varare una riforma che, oltre a garantire gli americani, sulla base del IV emendamento, dovrà tutelare anche i cittadini stranieri. Va detto che il presidente aveva inserito nella sua piattaforma elettorale la protezione dei "whistleblower", quelli che rendono noti documenti riservati, ma di interesse pubblico. Invece, durante il suo mandato c’è stato il picco delle incriminazioni.

Sul web passa ogni giorno un traffico di molti miliardi di documenti. Controllarli può essere piú difficile che intercettarli. Il principio è quello di raccoglierli tutti, filtrarli e selezionarli con software dedicati, per riscontrare contatti sospetti, parole chiave, eccetera. Quelli significativi si approfondiscono, e tutto il resto lo si conserva, a futura memoria, potrebbe tornare buono domani.

Vale il principio “Male non fare, paura non avere”?

Lo enunciò il Ceo di Google Erik Schmidt, salvo ricredersi, nell’arco di due settimane, dopo avere scoperto che la sua azienda era stata oggetto di incursioni informatiche che avrebbero potuto causarle un gravissimo danno economico.

Web e politica: è possibile la democrazia diretta?

Qui siamo al riduzionismo tecnologico, all’idea che esista sempre una soluzione di tipo tecnico. Alcuni credono che basti portare piú tecnologia nella società per avere piú democrazia, ma non è cosí. Le comunità hacker, a esempio, sono le prime a sconsigliare il voto on line.

L’internauta ha qualche possibilità di difendersi?

Ci sono gruppi che si occupano di diritti umani on line e offrono servizi gratuiti, come Hermes. E Phil Zimmermann, il crittografo americano creatore di Pretty Good Privacy, lancerà tra breve un Black Phone basato sulla tecnologia Android, dotato di un avanzatissimo sistema di cifratura. La sfida non è rendere impossibili le intrusioni, è di scoraggiarle rendendole difficili e conseguentemente troppo costose. Perché, gratta gratta, il nodo finale è sempre quello economico.

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