Premi ai dirigenti, l’Udc non ci sta

Udine, il capogruppo in consiglio provinciale Marmai critica la delibera della “sua” giunta e attacca: «A queste condizioni meglio chiudere le Province»
Udine 13 Maggio 2013 provincia consiglio Copyright Foto Press/Turco
Udine 13 Maggio 2013 provincia consiglio Copyright Foto Press/Turco

UDINE. «È una vergogna! Mi dissocio totalmente dalle scelte fatte dalla giunta provinciale in merito ai premi di produzione». Questa volta l’attacco alla giunta Fontanini arriva dall’interno perché a dissociarsi dalla pioggia da 430 mila euro caduta sulle Posizioni organizzative di Palazzo Belgrado è il capogruppo dell’Udc, Stefano Marmai. «L’Italia va a rotoli, le Province sono sotto la lente di ingrandimento e qui si decide di destinare premi di produzione a privilegiati del lavoro – incalza Marmai –? Se non ci arriva la politica forse è il caso si attivino i dipendenti pubblici per rispetto di chi soffre la crisi rifiutando questa assurda situazione».

Ed è sempre Marmai ad aggiungere un tassello a un puzzle sempre più variopinto. «I dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia beneficiano di uno stipendio più alto del 20% rispetto ai pari grado di tutto il resto d’Italia, per una legge regionale iniqua che ha livellato tutti verso l’alto anziché equiparare i dipendenti pubblici al resto d’Italia. Un comparto unico che ha creato dipendenti pubblici più ricchi solo in Friuli Venezia Giulia e che costa milioni di euro alle casse erariali della nostra regione. Tutte risorse rubate agli investimenti e a un possibile rilancio dell’economia e del lavoro».

Quindi arriva la stoccata finale: «A queste condizioni è giusto che le Province chiudano e, contestualmente, è logico che i dipendenti vadano a casa, in cassa integrazione, perché è ciò che accade in una qualsiasi azienda privata che fallisce. Altro che premi! Oppure lasciamo sottintendere che ci sono lavoratori di serie A e di serie B? Dove sono i sindacati a difesa dell’equità del lavoro? Proviamo a pensare a quante persone potrebbero essere impiegate con i soldi “regalati” dal comparto unico e dai premi elargiti da Regione, Province e Comuni.

Ma oltre al danno in Provincia si profila anche la beffa: i premi sono un insulto a chi ha perso l’impiego, un’inutile ricompensa a chi non ha lavoro da sbrigare per via dei tagli della Regione e del Patto di stabilità che ha di fatto ridotto il carico di lavoro. Chiudiamo le Province e mandiamo tutti a casa, allora si manifesterà un vero risparmio per gli italiani, diversamente saranno solo chiacchiere. Non si può accettare che una parte degli italiani soffra la crisi e non sappia come arrivare a fine mese e una parte addirittura abbia diritto a premi».

Intanto, attraverso Facebook, è il vicepresidente di Palazzo Belgrado, Franco Mattiussi, a tentare la difesa d’ufficio della scelta di giunta: «I beneficiari dell’integrazione salariale hanno l'obbligo di prestazioni straordinarie non retribuite per 120 ore annue – sottolinea –. E una parte dell'emolumento va a indennizzare le responsabilità di firma che loro assumono e il 33% dei 430 mila euro previsti in delibera sono per oneri contributivi».

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