Fvg-Slovenia, via al patto transfrontaliero FOTO

GORIZIA. Concentrare risorse economiche e umane su pochi progetti, chiari e circoscritti, per intercettare fondi comunitari che in passato il territorio si è lasciato sfuggire.
Borut Pahor e Debora Serracchiani, ieri a Gorizia per partecipare alla prima assemblea del Gect Go ospitata nel rinnovato Trgovski dom, hanno tracciato una linea comune nelle strategie di cooperazione territoriale tra Fvg e Slovenia.
«Non possiamo tornare indietro nel tempo – ha detto il presidente della Repubblica sloveno -, ma da oggi in poi dobbiamo accelerare il passo e recuperare il ritardo storico nella programmazione europea, ponendoci nuovi obiettivi. Sono molto dispiaciuto dal fatto che il potenziale dei fondi non sia stato in passato sufficientemente sfruttato – ha aggiunto Pahor -. Spesso abbiamo permesso che questioni amministrative impedissero la realizzazione dei progetti comuni. I fondi sono ora diminuiti, non potremo fare tutto: dovremo concentrarci su un paio di progetti».
Concetti anticipati poco prima dell’intervento del Capo dello Stato sloveno da Serracchiani, che dopo aver ribadito il ruolo cardine dell’Europa come «casa comune», ha sottolineato come il Gect possa rappresentare l'occasione per un «cambio di passo» nella cooperazione transfrontaliera, «un punto di partenza per dare nuovo impulso alla programmazione dei fondi dell’Unione europea» e la dimostrazione «che è possibile rivitalizzare un’economia grazie alle politiche comunitarie».
«In un momento di grave crisi economica e sociale, in un momento in cui l’Europa viene considerata causa dei problemi anziché strumento per far fronte alle difficoltà – ha aggiunto Serracchiani -, la cooperazione fra Slovenia e Friuli Venezia Giulia offre un grande esempio, un grande contributo all’affermazione concreta dell’idea di Europa».
Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato anche gli assessori regionali Santoro e Telesca, il presidente del Gect Robert Golob ha illustrato i progetti già presentati dall’organismo europeo in vista della programmazione 2014-2020 e che riguardano la sanità transfrontaliera, la mobilità tra Vrtojba e l’autoporto di Gorizia e la valorizzazione turistica del fiume Isonzo.
Il presidente della Repubblica slovena ha garantito da parte sua il proprio sostegno alle iniziative, auspicando la nascita di un’università transfrontaliera, «per valorizzare i talenti dell’area goriziana. Con gli strumenti di cooperazione territoriale come il Gect – ha aggiunto Pahor - riusciamo a superare attriti della storia e pregiudizi del passato, per creare le basi di una collaborazione comune».
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