E’ morto il poeta Federico Tavan Le foto di una vita

E' spirato nella sua casa di Andreis. Martedì aveva compiuto 64 anni. Nel 2008 gli fu concessa la legge Bacchelli. E' stato il cantore apprezzato da illustri letterati (Claudio Magris, Franco Loi, Giovanni Tesio, Carlo Ginzburg) della poesia in friulano. Corona: "Dopo Pasolini c'era lui"

ANDREIS. Il poeta Federico Tavan, 64 anni compiuti martedì scorso, è morto questa mattina nella sua casa di Andreis, a seguito di una lunga malattia.

Tavan è stato il cantore apprezzato da illustri letterati (Claudio Magris, Franco Loi, Giovanni Tesio, Carlo Ginzburg) della poesia in friulano.

Federico Tavan ha conosciuto il manicomio quando aveva solo dodici anni e aveva perso la madre. È vissuto ad Andreis, paese di montagna nella Valcellina.

Sempre precario e in balia della malattia, ha saputo regalarci una poesia piena di lampi e di vita interiore. Ha vissuto ed è stato curato in una struttura sanitaria di Maniago.

In questi versi ha “fotografato” la sua vita: Al podeva capitate anç a ti/ nasce t'un pegnaton/ tra zovàt e zùfignes/ de stries cencja prozes/ e al dolor grant de'na mare./ Me soi cjatat à passa/ de che bandes.:" Poteva capitare anche a te/ di nascere in un pentolone/ tra rospi e intrugli/ di streghe senza processo/ e il dolore grande di una madre./ Io mi sono trovato a passare/ da quelle parti."

Con Decreto del Presidente della Repubblica, il 28 novembre 2008 è stato concesso un assegno straordinario vitalizio a favore del poeta ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 440 (legge Bacchelli).

E così "l'uomo che si è stancato" ("l'om c'a s'à stufat") tornerà ad Andreis, dove ritroverà il piacere di divertirsi con la pioggia e la volpe ("cu la ploa e cu la buolp").

Federico Tavan ha studiato al collegio Don Bosco, dove ha imparato a leggere e a scrivere a 13 anni, periodo in cui ha avvertito le prime crisi psichiche. Nel 1967 ha ricominciato le scuole medie pubblicando su giornali underground e sul bollettino parrocchiale fino all’incontro con quelli del Menocchio.

Ha pubblicato nei quaderni del Menocchio: Màcheri 1984, Lètera 1984, Cjant dai dalz 1985, La nâf spâzial 1985, J' sielc perávalis 1991. Da màrches a madònes, 1994 Biblioteca dell'immagine, Amalârs 2001 KV, Cràceles cròceles, Circolo culturale Menocchio 1997-2003, L'assoluzione, tradotto in teatro, Federico Tavan: la strega sulla testa di Maurizio Bait 1999, Biblioteca dell'immagine.

Numerose sue poesie in diverse antologie oltre a numerosi video. A cura del Menocchio anche l'ultima pubblicazione, Trapolant 2009, poesie di Federico Tavan illustrate insieme all'artista Eliana Picca.

Corona: "Dopo Pasolini c'era lui". «Dopo Pasolini c'era lui»: sono le parole con cui Mauro Corona ha commentato la scomparsa del poeta friulano Federico Tavan. «Era un artista vero, puro, per questo motivo dimenticato, abbandonato - ha aggiunto lo scrittore -. Alcuni artisti hanno fortuna, visibilità, fama e successo. Ma quelli veri, come Tavan, sono nell'oblio e non vengono riconosciuti, pur essendo massima espressione della loro arte».

Corona ricorda anche una vecchia amicizia: «Avevamo studiato assieme al collegio Don Bosco e siamo stati anche grandi amici. Un giorno, per un mio commento pesante, pronunciato quando non ero lucido, il nostro rapporto si è incrinato. Abbiamo anche ricomposto, ma era rimasto un velo tra noi, perché avevo toccato il suo animo e non me l'ha mai perdonato».

Lo scrittore si dice infine convinto che «questa scomparsa prematura contribuirà a farne un grande della poesia, facendolo finalmente apprezzare oltre la cerchia di intellettuali e arrivando tra la gente; come eredità ci ha lasciato un indelebile ricordo in versi di straordinaria efficacia e profondità».

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