Botte al pronto soccorso, ragazza finisce dal giudice

Palmanova, ha tamponato più volte l’ambulanza, poi ha picchiato le infermiere. Nei guai una giovane marocchina. Voleva impedire il soccorso di un connazionale

PALMANOVA. Sono partiti dall’ospedale di Palmanova con l’ambulanza per soccorrere un ragazzo di 30 anni, reduce da un pestaggio, e alla fine sono stati gli infermieri e prenderle di santa ragione da una giovane marocchina di 23 anni residente a Cervignano che sembrava una furia scatenata.

Ha minacciato il personale sanitario con un cacciavite e dei cocci di bottiglia mentre cercavano di soccorrere il ferito, ha inseguito in macchina l’ambulanza speronandola e tamponandola più volte, finchè è finita fuori strada. E per finire in bellezza, quando la ragazza ferita è stata trasferita all’ospedale ha aggredito gli infermieri, tanto che è stato necessario evacuare il pronto soccorso e mettere in salvo i pazienti per evitare il peggio.

Succedeva il 12 novembre del 2011 e per questi fatti Fadoua Habli è finita dinanzi al giudice Emanuele Lazzaro.

Assistita dall’avvocato Luca Campanotto la ragazza è imputata di una lunga serie di reati che vanno dalle lesioni alle minacce aggravate, dai danneggiamenti aggravati alla tentata violenza privata, e ancora, la resistenza con violenza a incaricato di pubblico servizio, lesioni aggravate a incaricato di pubblico servizio, turbativa di pubblico servizio e rifiuto a sottoporsi agli accertamenti alcolemici.

I fatti sono stati riferiti ieri nell’aula del tribunale dinanzi al giudice dal personale infermieristico. Quella notte la chiamata alla centrale operativa segnalò il ferimento di un ragazzo marocchino residente a Grado, vittima dell’aggressione di sei ragazzi a Torviscosa. Quando l’ambulanza arrivò sul posto, però, trovò il ferito steso a terra con una serie di ferite e di tagli e la ragazza accanto a lui. E quando fecero per soccorrerlo, lei cominciò a sferrargli una serie di calci. Non basta, agitando un cacciavite con una mano e alcuni cocci di bottiglia con un’altra prese a minacciare l’infermiera e l’autista.

«Ne ho anche per voi» assicurò. E quando riuscirono a caricare il paziente sull’autolettiga prima infranse il finestrino dell’ambulanza con il cacciavite, poi cominciò a inseguirla, tamponandola più volte e cercando di speronarla. Salvo finire fuori strada.

Si rese necessario l’invio di una seconda ambulanza per caricare pure lei, finita con la vettura contro il guard rail e priva di sensi. Trasferita al pronto soccorso dell’ospedale appena riprese i sensi la donna si scagliò contro un’infermiera strappandole la maglietta poi schiaffeggiandone un’altra, mentre i pazienti venivano trasferiti. Alla fine sono stati i carabinieri e riportare la calma in ospedale.

Il giudice sarà chiamato a decidere nell’udienza del 9 dicembre, quando si spera di chiamare a deporre il principale destinatario delle sue attenzioni: il ragazzo marocchino, che nel frattempo sembra essersi volatilizzato.

Il legale della Habli, avvocato Campanotto, sottolinea come si tratti di una ragazza giovane e incensurata e precisa che solo chiarendo il legame fra i due e la vera natura del litigio potrà essere fatta chiarezza sulla dinamica dei fatti quella sera, quando il pronto soccorso di Palmanova, come ha sottolineato un’infermiera «si trasformò in una specie di far west».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto