La Sanità impegna il 73% della manovra regionale

Previsti 2 miliardi 359 milioni, una cinquantina in meno rispetto al 2013. “Rivoluzione” per la Cultura

UDINE. Il 73% delle risorse disponibili vanno alla Sanità e al sociale. Settori che ottengono 2 miliardi 359 milioni rispetto ai 3 miliardi e 200 milioni di cui si compone al momento la Finanziaria 2014. Sanità e sociale vengono comunque limati, perdendo una cinquantina di milioni rispetto alla Finanziaria 2013. I servizi ai cittadini però non si toccano. Si taglieranno casomai le attività amministrative.

«Su sanità e sociale la parola d’ordine sarà riorganizzazione, perché il calo delle risorse non deve tradursi in riduzione dei servizi per i cittadini. Semmai – afferma l’assessore Maria Sandra Telesca – agiremo sulle attività amministrative che possono essere centralizzate. Le scelte diventeranno concrete entro novembre. E rivedremo il meccanismo dei criteri di trasferimento alle Aziende, in una logica di armonizzazione dei servizi offerti e del loro costo. Parallelamente valuteremo la presenza di eventuali “doppioni”, dando gli indirizzi per il loro superamento, e – conclude Telesca – proseguiremo verso lo sviluppo del territorio, con una riconversione di posti letto oggi per acuti».

Nella Cultura, invece, l’assessore Gianni Torrenti annuncia: si cambia. Saranno privilegiati i progetti presentati tra più Comuni o più associazioni e quelli di area vasta. «Consideriamo la cultura una risorsa per il Fvg e un motore di sviluppo. A maggior ragione intendiamo investire le risorse in modo sobrio – conferma Torrenti –, attento, pienamente responsabile, ponendo al centro le esigenze della cittadinanza. Saranno dunque privilegiati i progetti presentati in forma aggregata (da più Comuni o da più associazioni) e che abbiano un respiro di “area vasta”. Le strutture professionali che operano nel campo della cultura infine – conclude Torrenti – saranno messe in sicurezza».

E se l’assessore alle Autonomie Paolo Panontin garantisce «stiamo cercando di mantenere inalterati i trasferimenti ai Comuni», la collega all’Ambiente Sara Vito punta sui Piani di tutela delle acque ed energetico. «Ma risorse importanti – spiega Vito – saranno destinate agli investimenti sul territorio, per opere di cura e di manutenzione idrauliche e geologiche».

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