Torrente scomparso, risolto il mistero - Foto

NIMIS. Il mistero è forse stato risolto. Non si è trattato di un fenomeno carsico, come ipotizzato, ma di un inaspettato danneggiamento del canale di scarico dell’adiacente centrale idroelettrica di Torlano.
Ad una decina di giorni dall’evento che aveva destato curiosità circa la destinazione dell’acqua del torrente Cornappo, reso improvvisamente asciutto in un tratto di circa 100 metri, i geologi sono dunque probabilmente riusciti a svelare l’arcano che ha saputo mobilitare amministratori, tecnici e comunità scientifica.
«Il lavorio delle acque correnti del Cornappo, rese impetuose dalle frequenti piene per l’intensa piovosità della zona (più di 3000 mm anno nella zona del Gran Monte) - spiega il geologo Alberto Chiandussi - ha provocato il parziale sfondamento della struttura in cemento dello scarico, che ha così assunto il ruolo di involontaria opera di presa delle portate superficiali, con conseguente disseccamento del torrente nel tratto sotteso».
Alberto Chiandussi, di Gemona, e il collega Giovanni Pascolo, di Tolmezzo, si sono prodigati per risolvere la questione con ripetuti sopralluoghi già dal fine-settimana successivo al fatto, anche col maltempo.
«Alcuni interrogativi - continua il tecnico - si ponevano confrontando i flussi costanti del torrente a monte della briglia di protezione del canale con riconosciuti livelli “pulsanti” della pozza residuale al piede della stessa, resi ancor più evidente dall’analisi di prolungate sequenze fotografiche (time lapse). Inoltre il confronto fra le portate effettivamente immesse in centrale e quelle che fuoriescono dallo scarico ha dato lo spunto per le successive verifiche tecniche».
I tecnici della centrale, su suggerimento dei geologi, si sono resi disponibili ad interrompere la produzione per svolgere un’ispezione dentro il canale dove è stata individuata una “falla” nella struttura sotterranea, provocata al piede della cascata dall’acqua tumultuosa, la cui entrata ha peraltro rischiato di compromettere anche il corretto funzionamento dell’impianto (mentre nel vivaio più a valle le trote non hanno corso pericolo considerata la reimmissione del flusso dopo poche decine di metri).
Le maestranze della centrale idroelettrica si sono già attivate per ovviare al danneggiamento del canale quanto prima possibile e per poter ricondurre il flusso del torrente Cornappo nel suo corso originario.
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