Costiera, Veneto e Friuli insieme: la nuova sfida del turismo

LIGNANO. Lignano e Bibione devono unire le proprie forze per restare competitivi nel mercato del turismo globale e cercare di cogliere le opportunità offerte dai nuovi mercati emergenti. L’invito arriva direttamente da Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi nonché senatore del Pdl eletto in Fvg e componente della commissione turismo di palazzo Madama, intervenuto ieri all’assemblea nazionale del Consorzio Lignano Holiday che raccoglie 120 albergatori della località balneare friulana.
«Due spiagge che sono separate da un fiume – ha detto Bocca – non sono due località distinte, ma rappresentano la medesima meta turistica. E nel mercato globale, ormai, non si può prescindere da un’alleanza strategica che permetta alla costiera aggregata Friuli-Veneto di avere una capacità di promozione delle proprie peculiarità molto più incisiva rispetto a quella effettuata sino a questo momento».
Unire le forze a livello locale, dunque, ma anche su scala italiana con l’implemento delle risorse dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit), la rinuncia alla veicolaizzazione del prodotto attraverso le fiere classiche e un’attenzione particolare alla comunicazione via web. «In questo momento – ha continuato Bocca – esistono soltanto tre località del nostro paese in grado di sviluppare la propria attrattività turistica sganciandosi dal brand Italia: Roma, Firenze e Venezia. Tutte le altre hanno invece bisogno di fare squadra, avere una strategia comune e muoversi tutte nella stessa direzione».
«L’Enit ha a disposizione, attualmente, 20 milioni di budget di cui ben 18 sono assorbiti dai propri costi di gestione, mentre le corrispondenti francesi e spagnole possono contare su una disponibilità cinque-sei volte maggiore. Non va bene e nel disegno di legge che stiamo elaborando in commissione aumenteremo il budget dell’agenzia. Ma il turismo moderno impone anche una chiave di lettura diversa con l’addio, tranne in alcuni casi, alle fiere “old style” e l’implemento dei siti internet. Per la prima volta nella storia, quest’anno, nel nostro paese i turisti stranieri hanno superato gli italiani e oltre confine, da anni, il turismo è completamente on-line: dalle prenotazioni ai pagamenti. In questo campo potrebbero, e dovrebbero, intervenire le regioni con le loro agenzie: creando portali quanto più completi, strutturati e onnicomprensivi dell’offerta proposta dalle diverse località».
Strategie sempre più centrate sui mercati esteri, con un’attenzione particolare ai “nuovi ricchi” – dall’estremo Oriente all’India passando per Russia e Brasile – in un quadro nazionale dove, per Bocca, la crisi attanaglierà il comparto anche per la prossima stagione e in cui le infrastrutture non sono certo al passo con i tempi.
«Non dobbiamo credere – ha concluso il senatore – a chi dice che la luce in fondo al tunnel del nostro panorama si vedrà con il termine dell’anno: il 2014 per il mercato italiano sarà ancora all’insegna della crisi e io non sono fiducioso nemmeno per il 2015. Il nostro è un lavoro duro e in cui il sistema dei trasporti non ci aiuta per niente. In particolare quello sugli assi binari. Trenitalia ha investito tanto sull’alta velocità, ma ha dimenticato il trasporto regionale con la conseguenza che i collegamenti pubblici tra le città e le località turistiche sono spesso assenti o quantomeno difficilmente percorribili».
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