Animalisti in rivolta: «Mosse ricattatorie»
PORDENONE. Il vento favorevole ai circhi sta cambiando. E non solo nell’opinione pubblica. «Pur riservandomi di approfondire gli aspetti giuridici, rilevo che il motivo unico del ricorso – commenta l’avvocato Alessandra Marchi, delegata responsabile della Lac di Pordenone - si basa su obsolete norme statali (è la legge 337 del 1968) che, in periodo ben lontano dalla maturata sensibilità odierna verso gli animali, intendeva promuovere e incentivare l'attività circense o meglio l’attività equestre e gli spettacoli viaggianti riconoscendone la funzione sociale. Nulla di più anacronistico. Il 24 settembre il Senato ha approvato lo stanziamento di fondi pubblici anche a circhi senza animali e l’azzeramento in cinque anni a quelli con animali. Il circo contemporaneo e i circhi senza animali potranno finalmente usufruire dei contributi ministeriali assegnati dal fondo unico dello spettacolo. E quelli destinati agli spettacoli con animali, ancora quest’anno più di 3 milioni di euro, dovranno essere azzerati entro cinque anni e impiegati per la riconversione delle attività. Forse che la loro funzione sociale venga meno?».
A promuovere – nella conversione del decreto legge sulla tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo – questo cambiamento radicale, «è stato un fronte trasversale di senatori – sottolinea Marchi - come De Petris (Sel), Repetti e Bondi (Pdl), Amati e Cirinnà (Pd), Taverna (M5S). Bocciato senza appello un subemendamento del senatore Giovanardi, voce unica di difesa dell’anacronistico circo con animali».
La normativa nazionale «è chiaramente anacronistica – rimarca Daniela Galeota di Animalisti Fvg - Questi animali sono schiavi sballottati su e giù per l’Italia. E’ evidente che i circhi con gli animali, sempre meno frequentati dalle persone tanto che, salvo rare eccezioni, vivono coi soli dello Stato, devono rifarsi un’immagine e ora si giocano il tutto e per tutto intentando cause. Questo anche perché in alcune regioni si sono visti riconoscere qualcosa. E’ chiaro che hanno diritto a promuovere azioni legali, ma queste hanno il sapore di mosse ricattatorie nei confronti dei Comuni».
Animalisti Fvg «non vuole il circo fuori provincia, figuriamoci nel nostro territorio», ma è comunque seduta al tavolo con l’amministrazione per rimodulare il regolamento comunale. «Ci sono state in Italia diverse amministrazioni che hanno detto no al circo con animali per una questione etica, pur non avendo strumenti per vietarlo. Speriamo che anche a Pordenone si faccia una scelta di cuore». (m.m.)
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