Sempre più urgenze e meno personale all’ospedale di Udine

UDINE. Sempre più numerose le urgenze in arrivo all’ospedale di Udine che ormai determinano il 60% dei ricoveri al pronto soccorso. E ciò a fronte di un organico sul quale malattie ed esoneri incidono pesantemente e a crescenti difficoltà a far quadrare il bilancio. Sono stati questi i temi toccati dal direttore generale Mauro Delendi, che ieri per un’ora e mezza ha illustrato luci e ombre dell’attività dell’Azienda ospedaliero universitaria di cui è alla guida da tre mesi, dinanzi ai consiglieri regionali della terza commissione presieduta da Franco Rotelli (Pd).
Il pronto soccorso. «Esiste una pressione delle urgenze negli accessi attraverso il pronto soccorso, prevalenti sulle attività programmate all’interno dell’Azienda che si conferma un riferimento a livello provinciale sia per gli acuti sia per le emergenze, una situazione che merita una riflessione» ha sottolineato il direttore generale. E, tanto per fare alcuni numeri, basta dire che in una giornata media il pronto soccorso registra 236 accessi, di cui 6 in codice rosso, 340 telefonate al 118, con successive 121 missioni, 122 nuovi ricoveri, 2727 visite ed esami a pazienti che poi non vengono ricoverati, 4 nascite e 4 morti. Il tasso di occupazione nell’attività di ricovero ordinario è del 78,5% e del 232% in day hospital. Per quanto riguarda l’attività ordinaria, l’83% viene dall’area vasta udinese, il 10,3 delle restanti Aziende e il 6 da fuori regione.
Il personale. «È vero che in organico ci sono 3.870 dipendenti – ammette Delendi – ma va considerato che, per il settore infermieristico e assistenziale, c’è una discreta componente di limitazioni funzionali con un 9% di esoneri dalle notti, senza contare che mediamente abbiamo un’ottantina di dipendenti in maternità». Fra il personale, 655 sono i dirigenti medici e 2750 le unità di personale del comparto.
I conti. Per nulla semplice la gestione economica dell’Azienda visto che, ha spiegato Delendi, «il pareggio sul bilancio 2012 è stato ottenuto sostanzialmente attraverso il ricorso a poste straordinarie poichè la gestione caratteristica era in perdita, come lo era nel 2011 e nel 2010». Senza contare che l’attivazione di nuovi servizi come la centrale tecnologica, il centro servizi e laboratori (opere da quasi 129 milioni di euro) e nuovi lotti dell’ospedale non alleggeriranno di certo i costi.
Gli investimenti. Dovrebbe scattare a partire da settembre il cronoprogramma per i trasferimenti nel nuovo ospedale. Delendi ha riepilogato gli interventi edili impiantistici in corso o in via di attivazione. Alla fine del 2012 sono state contabilizzate lavorazioni per 36 milioni 165 mila euro per il I e II lotto del nuovo ospedale e per quasi 83 milioni e 580 mila euro per altre opere.
I trapianti. Oltre ad evidenziare come le donazioni di sangue siano in aumento (145 in media ogni giorno), ci si è soffermati sull’attività trapiantistica che nel 2012 ha segnato un ottimo andamento quasi in ogni settore, compresa quella del midollo osseo. In lieve flessione, è stato evidenziato, quella relativa ai trapianti di fegato. Largo spazio quindi ha avuto la discussione che ne è seguita in cui il direttore generale ha risposto alle domande dei consiglieri in materia di gestione economica e disavanzo, di riorganizzazione del pronto soccorso regionale e di rapporto fra università e azienda e fra azienda e territorio.
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