Mobilitati per salvare “Bambi”

Cervignano, l'animale è rimasto intrappolato in una recinzione in ferro in via Caiù, ora è al centro di recupero per fauna

CERVIGNANO. Il capoluogo della Bassa friulana si mobilita per salvare un capriolo, scampato a morte sicura. La povera bestiola, un maschio di circa due anni, era rimasta intrappolata nella recinzione di ferro del magazzino comunale di via Caiù. Solo la tempestività dei soccorsi ha permesso a “Bambi”, così è stato battezzato l’animale, diventato la mascotte di Cervignano, di salvarsi.

Ora si trova al centro di recupero per la fauna selvatica di Terranova, poco distante da Grado, gestito da Damiano Baradel, che, tra una coccola e l’altra, si sta prendendo cura di lui. Fortunatamente, stando a quanto si e appreso, “Bambi” guarirà presto e, appena si sarà ristabilito, sarà rimesso in libertà. Il fatto è accaduto verso le 8.30 di ieri mattina. Il primo ad accorgersi che il capriolo era rimasto intrappolato nella recinzione è stato un residente che, senza pensarci due volte, ha immediatamente chiesto aiuto al Corpo forestale regionale della stazione di San Giorgio di Nogaro.

Sul posto, poco dopo, è intervenuta l’agente Claudia Comelli che, con grande competenza e sangue freddo, ha preso in mano la situazione. Comelli ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco di Cervignano e del veterinario Paolo Roppa, il quale ha provveduto a sedare l’animale per poterlo soccorrere. Solo grazie al gioco di squadra è stato possibile liberare Bambi. I Vigili del Fuoco, con l’ausilio delle pinze oleodinamiche, sono riusciti a tagliare la recinzione e, a quel punto, sotto gli occhi di tanti cervignanesi, è stato possibile estrarre la bestiola che è stata adagiata delicatamente sul terreno, tra lacrime e applausi da parte dei presenti, che hanno assistito con apprensione alle operazioni di soccorso.

A quel punto, dopo averlo riposto in una cassa di legno, Bambi, ferito ma salvo, è stato portato al centro di recupero di Terranova per essere curato. In pochi sono riusciti a trattenere le lacrime. Damiano Baradel spiega: «Il capriolo ha riportato varie escoriazioni alla zampa anteriore sinistra e ha alcune ferite anche su entrambi i fianchi. Se fosse rimasto lì ancora a lungo sarebbe sicuramente morto, anche perché non riusciva a respirare bene.

Questi incidenti capitano spesso ma è raro che ci sia una tale collaborazione tra cittadini e soccorritori e poi non sempre c’è una così grande disponibilità da parte del personale di recupero. Il gioco di squadra ha davvero fatto la differenza.

In questi giorni lo lasceremo tranquillo e poi, quando si sarà ripreso, sarà rimesso in libertà”. Il sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino, informato, commenta: “Un bel gesto. La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali, come disse Gandhi. Ringrazio il personale che è intervenuto e che ha dimostrato grande efficienza e sensibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto