Il fuoco distrugge lo chalet dell’artista Michele Moro

Incendio ad Arta Terme nella costruzione in legno dello scultore di Sutrio «A l’è brusat dut», diceva il proprietario che sperava di salvare alcune opere

ARTA TERME. È andato completamente distrutto a causa di un incendio lo chalet di proprietà di Michele Moro, di Sutrio, lo scultore che ha riproposto le statue a suo tempo rubate della pieve di San Pietro in Zuglio. Del fabbricato, una grande costruzione costruita principalmente in legno pregiato dallo stesso proprietario, le fiamme non hanno risparmiato praticamente nulla. Oltre al danno materiale della perdita dell’immobile, coperto da assicurazione, che si possono stimare in alcune centinaia di euro, sono andate distrutte anche tutte le sculture e le attrezzature che l’artista conservava all’interno dei locali.

Moro si era recato allo chalet, in parte adibito a laboratorio e in parte ad abitazione, nella mattinata di ieri. «Avevo un appuntamento con l’idraulico, che poi non è neppure venuto. Ho sbrigato alcune faccende, poi sono andato via».

Moro conferma di non aver acceso alcun fuoco mentre si trovava nella sua proprietà, sebbene la giornata fosse all’insegna del freddo. «Ero andato a Tolmezzo, poi verso le 17 ho ricevuto una telefonata da mio fratello che mi avvertiva che la casa stava andando a fuoco».

Visibilmente turbato per la perdita della sua proprietà e di tutta la sua espressione artistica – «A l’è brusat dut», dice – è rimasto sul posto sino a tardi per verificare se qualcosa si fosse salvato dalle fiamme.

A dare l’allarme alcuni passanti che transitavano per la strada provinciale degli Alzeri. Accanto allo stabile bruciato vi è una stalla, che per fortuna non è stata toccata dal fuoco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Tolmezzo, Gemona del Friuli con i volontari di Rigolato e Cercivento con una ventina di uomini e cinque automezzi. La polizia locale ha accompagnato le autobotti, una volta che avevano esaurito il loro carico d’acqua, a rifornirsi nella frazione di Piano d’Arta nelle pompe della rete fissa dell’antincendio, mentre carabinieri, protezione civile dirottavano il traffico dalla provinciale sulla statale 52 bis. Nella serata l’incendio era spento e i pompieri si apprestavano a porre in sicurezza il sito e ad assembrare il materiale combusto. Ignote le cause che hanno determinato il rogo, che pare abbia attecchito sul tetto in scandole di legno.

Gino Grillo

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