Romanello, dal Comune 7 mila euro per la discarica

CAMPOFORMIDO. E’ di oltre 7 mila euro la somma che il Comune di Campoformido deve pagare alla ditta Romanello Ambiente e alla Provincia di Udine come rifusione di spese e competenze di giudizio, relativamente al ricorso al Tar, intentato dall’ente nel marzo 2010 e risultato non ammissibile con sentenza emessa nell’ottobre 2012. E’ questa un’altra tappa (ma ci sono stati anche ulteriori sviluppi) dell’annoso contenzioso che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Zuliani porta avanti per cercare di ridurre l’impatto dell’impianto situato fra Basaldella e il capoluogo in sito Prati di San Daniele, discarica per Rsu che, lo ricordiamo, necessita di bonifica.
Con determina recente, la giunta comunale ha dunque proceduto alla liquidazione, tramite lo studio legale Ponti di Udine, del rimborso di 3 mila 775 euro per le spese di giudizio dovute alla ditta Romanello Ambiente Srl; è di pari importo la somma dovuta nei confronti della Provincia di Udine.
«Si tratta di una fase ormaisuperata», spiega l’assessore Pietro Romanello: allora il Comune si era opposto alla messa in sicurezza della discarica (che presenta perdite di percolato, al momento arginate in modo provvisorio) attraverso l’ampliamento dell’invaso e la sistemazione tecnicamente corretta dei rifiuti già depositati e creando nuova volumetria al fine di rendere economicamente possibile l’intervento. Il consiglio comunale nel marzo 2010 aveva auspicato l’annullamento dell’atto con cui la giunta provinciale approvava il piano per la messa in sicurezza dell’impianto di Prati di San Daniele con ampliamento. I
l successivo ricorso al Tar deciso dalla giunta comunale, come detto, è stato bocciato in quanto tecnicamente non ammissibile. In seguito, la competenza del progetto - aggiunge Romanello - è stata assunta da Exe, partecipata della Provincia, che, di fronte al parere negativo del servizio regionale di Via opposto dalla Regione sullo stesso intervento, a sua volta ha presentato ricorso al Tribunale regionale, dove la questione è tuttora pendente.
L’amministrazione Zuliani propone che la bonifica della discarica avvenga senza ampliamento della stessa, utilizzando in parte le volumetrie libere di un’attigua cava per inerti comunale in disuso e facendo sì che la spesa per l’intervento di messa in sicurezza sia coperta dalla fideiussione a suo tempo versata dalla ditta al momento dell’attivazione dell’impianto. Nato per ospitare i residui di lavorazione della cartiera Romanello, in seguito il sito aveva accolto Rsu.
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