Nuova società Hypo per gestire il leasing

TAVAGNACCO. Se l’applicazione della procedura di mobilità per i 97 dipendenti licenziati ormai due mesi or sono sembra precedere senza troppi intoppi, Hypo Alpe Adria Bank spa resta per le parti sociali un “osservato speciale”. I sindacati sono infatti in attesa d’essere ricevuti dai vertici dell’istituto di credito per chiarire quali siano le prospettive commerciali e organizzative dell’azienda e in particolare per verificare il fondamento di voci sempre più insistenti tra i bancari. Voci che vogliono Hypo Bank pronta all’ennesima esternalizzazione di personale.
Dopo lo “spostamento” operato l’anno scorso di 80 dipendenti a una nuova società (Hypo Leasing srl) cui il gruppo ha conferito i “no performing loans”, vale a dire i crediti divenuti inesigibili, e dopo la complessa trattativa che dai 118 esuberi dichiarati inizialmente è riuscita a ridurre i licenziamenti a 97, ora HBI starebbe lavorando a un altro progetto che promette di avere ripercussioni sul personale: creare una nuova società per la gestione dei leasing alla quale cedere 40 dipendenti con l’effetto di snellire ulteriormente l’azienda.
L’ipotesi preoccupa non poco le parti sociali, visti i diversi interrogativi che porta con sé circa le garanzie occupazionali, contributive e retributive dei dipendenti. Non a caso, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil e Dircredito hanno chiesto lo scorso 10 maggio un incontro urgente a Lorenzo Snaidero, Ad di Hypo Alpe Adria Bank spa, e a Gottwald Kranebitter, chief executive officier di Hypo Alpe Adria Bank international.
La richiesta, sebbene siano passati ormai 15 giorni, al momento resta inevasa dimostrando – scrivono le segreterie territoriali e la Rsa in una nota – «una grave mancanza ad attivare relazioni sindacali all’insegna della massima trasparenza e del rigoroso rispetto delle regole». «In assenza di un riscontro positivo – proseguono – dovremo chiamare a responsabilità i vertici aziendali, anche con il coinvolgimento delle istituzioni, per una necessaria tutela dei diritti dei lavoratori».
A seguito di un recente incontro con la delegazione aziendale i sindacati hanno potuto verificare intanto lo stato dell’applicazione della procedura di mobilità. Quanto ai prepensionamenti, «sono sette i colleghi che risultano avere i requisiti previsti dalle norme del fondo di Solidarietà e per i quali dunque si prevede di perfezionare l’uscita dall’azienda entro il mese». Dei 90 rimanenti, un nutrito gruppo ha già lasciato l’azienda “accontentandosi” di un incentivo all’esodo (erogato subito), mentre i restanti da due mesi sono in attesa di ricevere l’indennità mensile di sostegno al reddito prevista dal fondo di settore.
«Dopo una serie di adempimenti burocratici, l’azienda prevede di inserire entro questa settimana le richieste nell’apposita procedura Inps», riferiscono le parti sociali, ricordando però che essendo ormai trascorsi due mesi dal licenziamento i lavoratori, in base all’accordo firmato in sede ministeriale lo scorso 18 febbraio, potranno ottenere dalla banca un’anticipazione in conto corrente.
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