Ospedale di Udine, scatta il piano anti-piromane

Controlli e identificazioni da parte della polizia al Santa Maria della Misericordia e parte in via sperimentale la nuova rete di sorveglianza

UDINE. Due mesi di sperimentazione con un servizio di videosorveglianza e di vigilanza raddoppiati, controlli da parte della Questura sui visitatori con identificazioni e indagini.

Questi i contenuti del piano anti-piromane scattato al Santa Maria della Misericordia dove, dopo il sesto incendio doloso, il livello di tensione continua a salire, sia fra il personale medico ed infermieristico, sia fra i pazienti. La Squadra mobile sta visionando le immagini riprese dalle telecamere disseminate all’interno dell’ospedale e quelle immagazzinate dagli impianti di videosorveglianza esterni. E intanto, la caccia al piromane prosegue con l’acquisizione di testimonianze e con l’attività d’indagine, ma all’Azienda ospedaliero universitaria è scattato il piano di emergenza.

A confermarlo è il direttore generale Mauro Delendi. «Abbiamo intensificato la vigilanza armata e stiamo potenziando la videosorveglianza – premette Delendi –, ma abbiamo anche attivato altri canali per garantire maggiore controllo all’interno dell’ospedale cui ogni giorno affluiscono migliaia di persone e non è possibile controllare ogni visitatore. Ad appiccare gli incendi è qualcuno che conosce bene l’ospedale e sa muoversi agevolmente all’interno, identifica le aree più isolate per colpire, dove non ci sono pazienti».

Fino ad ora, mai nessun rischio è stato corso dei pazienti, ma è anche vero che se le fiamme si fossero sviluppate in prossimità dei locali in cui sono depositate bombole d’ossigeno o nei pressi dei reparti di degenza, l’emergenza a questo punto avrebbe proporzioni ben più allarmanti. È di giovedì scorso la determinazione firmata dal direttore generale con la quale è stato affidato al’Ati Italpol Group Spa-Dome srl–Telecom Italia Spa il servizio di vigilanza del presidio nelle fasce pomeridiane del sabato e della domenica, oltre ai giorni festivi infrasettimanali. L’accordo, attivato in via sperimentale dal 18 maggio al 14 luglio, potrà essere prorogato. «L’emergenza piromane in realtà - spiega Delendi - è un banco di prova che porterà alla completa riorganizzazione della sorveglianza all’interno dell’ospedale».

A garantire il proprio supporto sono i rappresentanti dell’Intersindacale medica che, per voce di Sergio Cercelletta, riconosce come «la direzione abbia subito attivato le procedure di emergenza, ma se ve ne fosse la necessità - aggiunge – siamo pronti a fornire il nostro supporto».

Preoccupazione e massima attenzione all’emergenza piromane arrivano da parte dell’Associazione Diritti del malato. «Il nostro compito è la tutela dei pazienti, che rappresentano una fascia debole - evidenzia la presidente Anna Agrizzi – difendiamo il loro diritto a essere curati in un ambiente sicuro, quindi qualsiasi minaccia alla loro incolumità per noi diventa un motivo di preoccupazione» conclude.

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