Pediatria di gruppo: critiche per i soldi dirottati alla caldaia

Zoccolan e Bosi: la Cittadella della salute resta sulla carta. A Sacile decisione non gradita: «Grave rinviare il progetto»

SACILE. É polemica sul mancato avvio della pediatria di gruppo in riva al Livenza.

«Esprimere forte sconcerto è un eufemismo – dichiarano al riguardo Luigi Zoccolan (Associazione per il rinnovamento della sinistra) e Carlo Bosi (Sacile partecipata e sostenibile) – relativamente alla decisione di sospendere il progetto di pediatria di gruppo per dirottare i fondi sulla nuova caldaia dell’ospedale. Fermo restando che ovviamente manutenzioni, riparazioni e sostituzioni sono doverose, la stessa dichiarazione di “urgenza” significa ammettere le responsabilità. Sono anni, infatti, che è risaputo lo stato obsoleto della caldaia, anni che se ne parla, anni che si traducono in spreco di denaro per un impianto che per reggere deve andando a tutta potenza divorando ed emettendo energia inquinante».

In questa situazione non è grave solo che le risorse vengono spostate dalla messa a norma dei locali che avrebbero ospitato la pediatria di gruppo ai lavori per la centrale termica, «ma soprattutto il fatto che di conseguenza il progetto stesso viene affossato col risultato che la Cittadella della salute di Sacile è soltanto un bel pensiero su carta perché non esiste alcun stanziamento di fondi. Non possiamo in proposito non chiederci – continuano Zoccolan e Bosi – come mai la cittadinanza viene a sapere otto mesi dopo l’incontro da noi promosso nel settembre 2012 con il direttore sanitario dell’Ass n. 6 Mario Casini e il responsabile del Distretto sanitario Antonio Gabrielli quale fosse la destinazione dei fondi che prima parevano effettivamente destinati all’avvio del progetto le cui finalità ci erano state elogiate dagli stessi dirigenti. In quella occasione, a fronte del nostro sollecito per conoscere i tempi del progetto, ci era stato risposto che aveva subito uno stop “per l’insorgere di imprevisti di carattere economico che richiedevano immediata risposta” ma si confidava “nell’avvio entro il 2013” senza dare ulteriore chiarimento».

«Si sapeva, invece, già allora che si doveva finanziare il “nuovo appalto per la gestione del calore unitamente al rinnovo della centrale termica”? Allora perché annunciare ciò che si sapeva non fattibile? E davvero con un bilancio in attivo non si potevano trovare risorse per entrambe le cose? Eppure – incalzano Zoccolan e Bosi – era stata data grande rilevanza alla possibilità di lavorare in team che si prospettava ai pediatri con l’apertura degli studi associati in ospedale al quarto piano del padiglione Meneghini».

Lo sforzo economico in questo caso era indiscutibilmente doveroso perché si sa che dare il miglior servizio sanitario ai pazienti più piccini si traduce in investimento per la salute degli adulti. Ars e Sps – è la conclusione – ritengono dunque gravissimo questo rinvio del progetto di pediatria di gruppo che, a questo punto, leggiamo come una cancellazione a meno che a breve non arrivi dalla Direzione generale dell’Azienda sanitaria chiara dichiarazione di impegno nei tempi e nei modi unitamente allo stanziamento delle risorse utili allo scopo.

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