Maltempo, piovono le polemiche

Pordenone, piogge abbondanti, strade allagate, guadi chiusi e fiume Noncello in piena. Polemiche sulla quantità d’acqua scaricata dalla montagna, in ritardo rispetto all’avviso della protezione civile.

PORDENONE. L’allerta per il livello del fiume Noncello è durato fino a mezzanotte con i tecnici del Comune che sono rimasti in reperibilità a fronte di una ipotetica emergenza, ma già nel pomeriggio è apparso chiaro che difficilmente ci sarebbero stati rischi di una eventuale esondazione. A fugare i dubbi precipitazioni che, pur abbondanti, sono state inferiori rispetto a quelle preventivate (da 150 a 200 millimetri d’acqua tra Barcis e Montereale) anche se il livello del Noncello, parallelamente alla discesa del Meduna, si è alzato fino a 4 metri a Pordenone. Un fenomeno che ha innescato la polemica sulle modalità delle azioni di prevenzione adottate dal Consorzio di bonifica Cellina-Meduna. Uno svuotamento, quello della diga di Ravedis, avvenuto, secondo il Comune capoluogo, in ritardo e utilizzando anche il canale Amman con l’immissione di acqua direttamente sul Noncello.

Le precipitazioni. Alle 20 di ieri sono stati registrati 103,4 millimetri di pioggia caduti dalla mezzanotte a Barcis, 122,2 a Piancavallo, 61,5 a Brugnera, 67,6 a Pordenone, 62,1 a San Vito al Tagliamento e 51,6 a Vivaro. Una pioggia battente, ma di portata inferiore rispetto a quella preventivata.

La prevenzione. Dalle 12 di mercoledì sono state aperte le paratie della diga di Ravedis a fronte dell’allerta meteo emesso dalla protezione civile. Ciò ha permesso di riversare in pianura 500 metri cubi d’acqua al secondo, per una portata complessiva di 10 milioni di metri cubi. Il primo effetto - in anticipo rispetto all’arrivo delle piogge - è stato quello della chiusura dei guadi, allagati già dalla notte. Il livello del Meduna ha iniziato a crescere dalla mezzanotte fino a toccare un apice di 18 metri e 59 centimetri in mattinata per poi scendere lievemente a fine giornata in città. Parallelamente si è registrata l’impennata del Noncello (passato da 2,1 a quasi 4 metri a Pordenone) per il combinato effetto dell’apporto dal Meduna e delle piogge, con l’imbarcadero completamente allagato. Da qui l’allerta nel corso dell’intera giornata, cessato solo a mezzanotte.

La polemica. Una preoccupazione che poteva essere evitata secondo il vice sindaco di Pordenone, Renzo Mazzer. «Rispetto agli allerta della Protezione civile e a condizioni meteo che si conoscevano da giorni - afferma - la diga di Ravedis ha iniziato a scaricare preventivamente troppo tardi, portando in pianura una quantità d’acqua che ha prodotto il rigurgito sul Noncello combinato con l’utilizzo del canale Amman da Cordenons che, invece, non dovrebbe essere attivato. Lo si notava dall’acqua diventata torbida e piena di sabbia. Non è la prima volta che accade. Per questo ci rivolgeremo alla Regione affinché non sia consentito l’uso del canale se non per stretta emergenza e affinché monitori uno sversamento più accurato da Ravedis. Serve un piano di prevenzione più accurato».

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