«Caprioli, una sanatoria postuma»

I cittadini: la società ha pagato la multa, ma non poteva ottenere autorizzazioni»

CANEVA. Una sanatoria postuma. Si può configurare così, secondo i comitati, la concessione di scavo per cava Caprioli. Ed è la stessa Regione ad ammettere la situazione, secondo i cittadini, con la delibera di giunta del 23 aprile 2012. Il documento ricorda che il 9 gennaio 2008, la società Mineraria «ha provveduto al pagamento della sanzione determinata dal verbale 12 del 2007, senza però estinguere i motivi della violazione». E il pagamento della multa (in base alla legge regionale 35 del 1986) «pur costituendo condizione necessaria, non è di per sé sufficiente ad ottenere il rilascio di nuove autorizzazioni, per il cui ottenimento è indispensabile anche l'estinzione dei motivi di violazione». La legge del 2011 (la numero 6) ha però «introdotto la possibilità che il direttore della struttura competente in materia di attività estrattive, possa autorizzare, previa conforme deliberazione della giunta regionale, l'eventuale variante al progetto di risistemazione ambientale finalizzata all’estinzione dei motivi di violazione». E così è stato: «Per quanto riguarda l’estinzione dei motivi della violazione per non aver assolto l’obbligo di ripristinare la cava Caprioli e quindi per non aver ottemperato alle prescrizioni (...), la stessa avverrà con la realizzazione del progetto in argomento», chiudeva la delibera.

Amaro il commento dei comitati: «Una vera e propria sanatoria postuma, che lascia spazio a fondati sospetti sulla legittimità della dichiarazione di pubblica utilità nel concedere il permesso di una nuova cava, che triplica l'area investita dalla devastazione. Sospetti – è l’auspicio – che certamente si vorrà fugare».(m.mi.)

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