Odissea fra treni soppressi e ritardi FOTO

UDINE. Due treni soppressi uno dietro l’altro. Senza spiegazioni e senza corriere sostitutive. Così un viaggio che in teoria doveva durare 17 minuti è diventato quasi una guerra di nervi con più di due ore di attesa su una panchina in compagnia di una voce registrata che continuava a ripetere: “ci scusiamo per il disagio” e suonava quasi come una presa in giro.
Perché (assicurano i pendolari della tratta Udine-San Giovanni al Natisone) quella voce è ormai una compagna di viaggio quotidiana. I ritardi e le soppressioni (4 in tutto soltanto ieri) sono diventati un’abitudine con la quale è sempre più difficile convivere. Nella stazione di San Giovanni infatti non c’è più la sala d’aspetto. Nessuno a cui chiedere informazioni. Solo la biglietteria elettronica e la macchinetta per il caffè e le bibite. Anche i bagni sono chiusi.
«E nei dintorni non ci sono nemmeno bar» racconta Sarah, insegnante udinese di 37 anni che ogni giorno prende il treno e incrocia le dita per cercare di raggiungere la scuola dell’infanzia dove lavora. Ieri, terminata la mattina con i “suoi” bambini, la maestra doveva prendere il treno delle 13.38 per arrivare a Udine alle 13.55: 17 minuti di viaggio. Aveva tutto il tempo di tornare a casa per poi presentarsi a una visita medica. «Ovviamente però il treno è stato soppresso e dico ovviamente - sottolinea - perché quasi ogni giorno viene soppresso un treno». Il motivo? Un mistero.
«Nessuno ci avvisa o ci sa spiegare il perché dei ritardi e delle soppressioni - continua -. Chiamare il numero verde o le stazioni è del tutto inutile. Quando sei fortunato e qualcuno ti risponde non ti sanno dare nessuna informazione».
Ma Sarah ormai ci ha fatto il callo. Così ieri non si è persa d’animo. La visita era stata prenotata calcolando anche il possibile/probabile ritardo. Il problema è che dopo la prima soppressione senza nemmeno la corriera sostitutiva anche il treno delle 14.45 è stato cancellato. «Così - sottolinea Sarah - alla fine non ho potuto fare la visita medica che avevo già pagato. E nessuno me la rimborserà. Come utente delle ferrovie mi sento presa in giro. Pago 450 euro di abbonamento annuale per un servizio sempre più scadente. Sarei disposta anche a pagare di più a patto di avere un minimo di garanzie. E invece sarò costretta a prendere l’automobile. L’unico collegamento che funziona è la linea Udine Cividale che non è gestita da Trenitalia».
Anche Claudia, architetto udinese di 40 anni, ieri si è “scontrata” con i disagi della linea Udine - San Giovanni. «All’andata dovevo prendere il treno delle 13.30 e invece ci hanno dirottato sulla corriera sostitutiva e anche al ritorno hanno soppresso il treno delle 14.45 e non hanno organizzato nemmeno il pullman così ho dovuto attendere il treno delle 15.27 che è arrivato con 19 minuti di ritardo. Se posso, prendo sempre il treno anche per lavoro, ma ormai non è più un mezzo affidabile soprattutto quando devi raggiungere delle piccole stazioni».
Da Udine a San Giovanni al Natisone ci sono poco più di 20 chilometri. Secondo Google maps per percorrerli in auto servono 26 minuti. Senza contare il traffico. In treno, in teoria, dovrebbero bastare poco meno di 20 minuti. Il biglietto costa 2,65 euro. L’abbonamento annuale 450. Sarebbe conveniente se non ci fossero ritardi e soppressioni: ieri Sarah doveva arrivare a Udine alle 13.55 e invece, dopo due treni soppressi, è arrivata dopo le 16. E in quelle due ore non ha potuto nemmeno andare in bagno.
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