Illuminazione all’incrocio e rotonda: priorità della sp 31

BUDOIA. Si riscontrano più punti critici in vari tratti della strada provinciale 31 che collega Budoia con Roveredo, Porcia e Pordenone, in particolare poco prima della base aerea Usaf, sull’incrocio...

BUDOIA. Si riscontrano più punti critici in vari tratti della strada provinciale 31 che collega Budoia con Roveredo, Porcia e Pordenone, in particolare poco prima della base aerea Usaf, sull’incrocio con la seconda arteria provinciale 52 che scende da Castel d’Aviano verso Vigonovo. Da alcune notti, l’incrocio, fra i più pericolosi della provincia, è privo di illuminazione.

Posizionati sulle aiuole spartitraffico, alcuni lampioni, indispensabili a segnalare per tempo l’intersezione delle due strade, sono spenti.

Oltre al ripristino dell’illuminazione, diventa sempre più prioritaria la costruzione di una rotonda su quell’incrocio caratterizzato, durante l’arco dell’anno, da diversi incidenti che potrebbero essere evitati.

I costi dei sinistri fin qui accaduti, se sommati, avrebbero già ampiamente coperto quelli per la costruzione dell’opera pubblica in una zona agricola che facilita indubbiamente la sua realizzazione.

La circolazione dei veicoli diventa critica in sull’incrocio soprattutto al mattino, quando in tanti si recano a lavorare nella Base Usaf, e al pomeriggio che vede rincasare molti automobilisti.

La realizzazione della rotatoria è stata anche inserita nel programma triennale delle opere pubbliche della provincia di Pordenone.

Va inoltre segnalata l’erba alta che, sulle banchine lungo le due strade provinciali impedisce, con varie piante infestanti, la visione dei paracarri, trasformandosi qui ndi in potenziale pericolo

Pulire fossi e bordi delle strade, tagliando erba e arbusti, sono attività oltremodo necessarie, soprattutto con l’inizio della primavera quando la vegetazione cresce più in fretta.

Gli interventi vanno effettuati dalla pubblica manutenzione sulle banchine e ai bordi delle strade, nonché dai privati che devono tenere puliti fossi e capezzagne.

Sigfrido Cescut

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