Bicicletta: addio alla catena, ecco l’idea “giusta”

SACILE. Addio alla catena della bici: il guscio rotativo a fluido reversibile è l’orizzonte della pedalata facile. Inventato, costruito e brevettato da Carlo Ormenese che al “guscio”, ha dedicato anni e passione creativa.
aNon sono un genio da garage – ride –. L’idea è nata 43 anni fa, mentre facevo i turni di notte in fabbrica: un pompa per fluidi, con le palette per trasmettere il movimento idraulico». Tecnica di nicchia e manuale delle istruzioni allegato al “guscio”. Pare che la paletta inserita nel toro sia il valore aggiunto, per dare aderenza e il vantaggio della velocità.
«Funziona anche al contrario per invertire il flusso – semplifica Ormenese –. I due brevetti italiano e made in Usa sono stati registrati nel 1992, per la macchina rotativa a fluido reversibile. Un grande interesse, ma fare le ricerche per metterne alla prova l’impatto su veicoli e macchinari, è troppo costoso per le mie tasche».
Cercasi partner, per l’impresa. «L’idea della pompa turbina è buona – l’ ha misurato negli inviti nelle sedi accademiche di Torino e Genova –. Manca la ricerca, che mettono in campo le ditte specializzate». I giapponesi hanno “rubato” l’idea.
«Mi sono ritrovato sul web senza saperlo come “inventor” e in Estremo Oriente hanno subodorato il potenziale del pezzo costruito – non perde l’ottimismo –. Ma nessuno l’ha costruito come l’ho immaginato e spero di incrociare un imprenditore pordenonese illuminato. Interessato a sviluppare il progetto che, allo stato attuale, è un prototipo».
Il “gioiello” potrebbe avere un futuro nel settore ciclistico: cioè trasmissione idraulica applicata alla bici, al posto della catena. Forse per lo scooter. «Ho dedicato un numero di ore incalcolabile all’ invenzione – spiega –. Rilancio l’idea e invito gli interessati a contattarmi al 347 4588049».
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