«No al deposito Atap in via dei Cipressi»

Il Comune ha ceduto l’area, ma i sacilesi non vogliono un capannone per i bus accanto ai loro cari

SACILE. «Capannone di 700 metri quadri a meno di 300 metri dal cimitero: una vergogna». Sacilesi indignati sul futuro anteriore dell’area che si stende tra il camposanto monumentale urbano e via dei Cipressi. Il post che travasa sul web il raccapriccio, è firmato Dino Sandrin che di progetti se ne intende da una vita.

«È scampato alle numerose incursioni aeree dell'ultima guerra: i piloti alleati avevano un cuore, evidentemente – racconta online agli amici di Facebook il tecnico che conosce il piano regolatore urbano a memoria –. Il cimitero rischia ora di essere gravemente ferito dal "fuoco amico”. L’operazione è del tutto regolare».

L'Atap ha acquistato da un privato l'area agricola posta tra via dei Cipressi e la bassa esondabile, sotto la ex casa del custode: riassumono nel passaparola. «L’Atap – ricorda gli atti il geometra che ha una banca-dati invidiabile – ha proposto al Comune uno “scambio”, sulla plaga esondabile e la possibilità di costruire un capannone di 700 metri quadri nella parte alta, per le corriere».

Un terminal al confine del camposanto: senza flussi di passeggeri, sia chiaro. «Il Comune ha accettato, riducendo il vincolo cimiteriale e approvando una variante urbanistica – ricorda Sandrin –. Ha reso edificabile un’area che non lo era. Sacile ha un territorio di circa 32 chilometri quadrati, zone industriali e capannoni industriali dismessi in quantità. Sarà profanata la cornice agreste del cimitero monumentale».

Sandrin va a fondo del problema politico e mena fendenti sul web. «L’opposizione e il popolo tacciono. Vuole dire che va bene così? Sarà inutile, poi, piangere sul latte versato». Roberto Cao non le manda a dire sul “tormentone” del cimitero. «È una vita che denuncio lo scempio».(c.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:trasporti

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto