Cambia la tassa rifiuti, aumenti del 40%

PORDENONE. La stangata prossima ventura ha l’acronimo di Tares e sostituisce la vecchia bolletta dei rifiuti. Scatta a maggio, ma il vero e proprio salasso arriverà in dicembre quando, determinati i nuovi criteri, questi costitueranno la base per il calcolo del saldo con un aumento stimato per le abitazioni private nel capoluogo di provincia che si avvicina al 40 per cento. Il tributo.
La tassa per rifiuti e servizi non copre solo i costi di raccolta e smaltimento delle immondizie ma anche una quota delle spese per altre attività a partire dall’illuminazione pubblica con un prelievo di 0,3 euro a metro quadro dell’immobile. Oltre a questa innovazione, entra in vigore l’obbligo di scaricare sugli utenti l’intero costo del servizio rifiuti che molte amministrazioni, invece, recuperano solo in parte a eccezione di quelle - ma non sono molte - già in regime di Tia.
Da qui il salasso per i contribuenti. Gli effetti. A Pordenone le entrate dalla Tarsu ammontano, in base al bilancio dello scorso anno, a 6,7 milioni di euro con un incremento, dal 2008, pari all’incirca al 10 per cento. Le entrate, però, coprono solo l’85,01 per cento della spesa pura sostenuta dal Comune alla quale si devono aggiungere 150 mila euro per i costi amministrativi che devono anch’essi essere inclusi. Le simulazioni. Sono espresse nella tabella che stima la variazione delle bollette in base ai parametri del recente passato, da verificare coi conteggi definitivi del Comune.
Per le abitazioni private attualmente il costo della Tarsu è di 1,34 euro al metro quadro, con uno sconto del 30 per cento per le persone che vivono da sole. L’introduzione della Tares con l’aggiornamento delle entrate alla spesa effettiva e la quota di 0,3 centesimi a metro quadro eleva il tributo a 190 euro, rispetto a 134 della situazione attuale, per un appartamento di 100 metri quadri.
L’incremento, quindi, è del 40 per cento. Se venissero confermati gli stessi parametri base per le attività commerciali, professionali e produttive, la variazione è significativa: sempre avendo a base un locale di 100 metri quadri, per un ristorante e i supermercati si passerebbe da 468 a 590 euro, per negozi non alimentari da 401 a 510 euro.
Incrementi pure per le scuole e i locali a uso delle associazioni che sono assoggettati a una tariffa ridotta. In realtà per le attività commerciali il Comune potrebbe introdurre anche parametri diversi che, secondo stime nazionali, potrebbero portare le bollette a raddoppiare se non a triplicare. Il decreto. Lo schema che va in aula la prossima settimana stabilisce l’entrata in vigore della Tares a maggio con la prima bolletta che non cambia rispetto ai parametri attuali, mentre il saldo di dicembre calcolerà l’importo complessivo. Un pessimo regalo di Natale per i contribuenti.
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