Amianto nella discarica: spunta il rapporto Arpa

CORDENONS. Caso amianto nel sito della futura discarica: spuntano i documenti dei primi sopralluoghi effettuati nel febbraio e marzo dello scorso anno da parte dell’Arpa e della Forestale. Vengono, così, a galla delle inottemperanze rispetto alle imposizioni di legge da parte della Geo Nova, l’azienda incaricata dal Comune di Cordenons alla pulizia del sito nonchè la ditta appaltatrice e gestrice della futura discarica che sorgerà nel territorio comunale.
L’attenzione è puntata sui lavori di pulizia del sito. Le inosservanze rilevate da parte degli organi di controllo alimentano timori. Lo “spauracchio” è relativo ai costi di smaltimento e al possibile prolungarsi dei tempi della discarica.
Il consigliere. Ad avere chiesto agli uffici regolare accesso agli atti è il consigliere di minoranza Laura Sartori (Sinistra in Comune), la quale denuncia: «Da quanto emerge la Geo Nova si è fatta consigliare dalla fretta e ha saltato dei passaggi nell’iter autorizzativo».
Da qui lo stop imposto dalla Conferenza dei servizi. «Il Comune, da parte sua – rileva il consigliere cordenonese – ha peccato nella sua funzione di controllo su tutta l’operazione. Ciò lascia pensare che, se tutto fosse stato fatto secondo la prassi, potevano essere risparmiati tempo e denaro».
Il rapporto. Venendo al rapporto dell’Arpa, la comunicazione al Comune è del 24 febbraio 2012, quando la Geo Nova aveva in attività già «tre macchine operatrici, in fase avanzata di movimentazione del materiale». Emerge che l’azienda non avrebbe, come imposto dalla norma, avvertito preventivamente la Provincia, l’Arpa ed il Servizio caccia, dell’avvio lavori «al fine di consentire una valutazione congiunta della situazione attuale del sito e delle procedure di smaltimento a carico di tali rifiuti».
L’Arpa rinvenne in loco 140 “big bag” (sacchi per la raccolta rifiuti) contenenti amianto, e circa quattro tubi presumibilmente di cemento amianto, già messi in sicurezza. Altra inottemperanza era quella data dall’assenza di delimitazione delle aree di rinvenimento di tali rifiuti. A nulla era valsa, all’epoca, la giustificazione addotta dalla Geo Nova, la quale aveva osservato che nella caratterizzazione eseguita sul terreno nel 2007 non erano stati segnalati rifiuti oltre la soglia di contaminazione.
L’ispettorato. Il 4 marzo, la Direzione centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali, a seguito di un sopralluogo, rilevava che: «Il lavoro di estirpo della vegetazione è stato quasi ultimato senza che l’ispettorato Agricoltura e foreste di Pordenone abbia emesso il necessario provvedimento di autorizzazione alla riduzione di superficie boschiva, tale fattispecie risulta sanzionata penalmente e i fatti saranno comunicati all’autorità giudiziaria».
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